Sul livello di coscienza

E’ esperienza comune agli studiosi di astrologia che non sia semplice prevedere a che livello si manifesteranno i potenziali insiti in un tema natale. In anni di studio e di pratica ho potuto osservare ripetutamente che, a parità di età, alcune persone sembravano essere molto più consapevoli del loro dinamismo interiore rispetto ad altre, e di conseguenza, oltre ad integrare in modo più armonico le varie parti della loro personalità, riuscivano ad esprimere ad altissimo livello i loro potenziali, indipendentemente dal numero di aspetti dinamici (quadrature, opposizioni, quinconce, alcune congiunzioni ed altri aspetti minori) presenti in esso. Per converso, in diverse occasioni ho potuto osservare che alcune persone, indipendentemente dal numero di aspetti armonici presenti nel loro tema natale (trigoni, sestili, alcune congiunzioni ed altri aspetti minori), sembravano vivere il loro tema natale ad un “livello” più basso di quanto si potesse immaginare.

Personalmente credo che nessuna configurazione astrologica possa essere considerata “negativa” o “positiva” in termini assoluti, e che un aspetto “negativo” (dinamico), sia potenzialmente in grado produrre esiti molto positivi, nonostante le condizioni ostacolanti che la persona con buona probabilità dovrà fronteggiare nel “mondo esterno” e la tensione interiore che dovrà imparare a gestire nel “mondo interno”.

 La variabile fondamentale necessaria per comprendere a che livello un individuo sarà in grado integrare le energie del suo tema natale, e di realizzare i suoi potenziali, è rappresentata dal livello di coscienza che raggiungerà durante il suo percorso. Siccome si tratta di una variabile dinamica, non direttamente deducibile dall’osservazione di un tema natale, gli astrologi non dovrebbero dare nulla per scontato quando si pronunciano sui possibili esiti di un tema natale, e men che meno, sugli esisti di un singolo aspetto o di una singola configurazione. Se è vero infatti che il tutto prevale sulle singole parti, è altrettanto vero che è la consapevolezza gioca un ruolo molto importante al riguardo.

Dal punto di vista psicodinamico, e facendo riferimento al modello della psicosintesi, il livello di coscienza si può espandere lungo tre direzioni:

– verso il basso, integrando i contenuti presenti nell’inconscio inferiore (complessi, pulsioni, conflittualità rimosse, ecc);

– in senso orizzontale, partecipando ai vari aspetti della natura e identificandosi con essi, immergendosi cioè nella “coscienza collettiva”;

– verso l’alto, integrando i contenuti dell’inconscio superiore (virtù e qualità potenziali, intuizioni ed aspirazioni, ecc), entrando in contatto con la dimensione transpersonale dell’esistenza.

Ogni persona, in funzione del livello di coscienza raggiunto, avrà maggiore o minore difficoltà ad integrare i contenuti dell’inconscio inferiore e di quello superiore, e nei momenti più critici della sua vita potrà ritenere opportuno avvalersi dell’aiuto di una guida psicologica o spirituale, per conoscerli meglio, accettarli ed integrarli opportunamente. Tramite successive elaborazioni ed integrazioni il processo di crescita può proseguire in direzione evolutiva, e il livello di coscienza si può allargare, man mano che aumenta la consapevolezza del proprio dinamismo interiore e della propria propria natura spirituale. Ma il livello di coscienza si può anche abbassare, se l’individuo non riesce a far fronte ai nuclei nevrotici e psicotici presenti nella sua personalità (in misura maggiore o minore li abbiamo tutti), e finisce per farsi dominare da essi, muovendosi lungo una direzione sempre più separativa che ostacola l’integrazione e la crescita.

Roberto Assagioli studiò in modo sistematico e scientifico la dimensione transpersonale, che è latente in ogni uomo, e che quando la maturità psichica lo consente, dovrebbe essere attivata, per avere accesso ad una vita sempre più piena e ricca di significato. Purtroppo questa dimensione viene spesso ignorata o sminuita in ambito psicologico, al punto che le crisi spirituali difficilmente vengono riconosciute e trattate in modo opportuno.

Dagli studi scientifici condotti da Assagioli sulle persone “risvegliate” sappiamo che lo sviluppo spirituale è un percorso avventuroso ed arduo, che prevede una sequenza di crisi specifiche, e che implica una radicale purificazione e trasformazione, il risveglio di una serie di facoltà prima inattive, l’elevazione della coscienza ed il suo espandersi lungo una nuova dimensione interna.

Per chi crede nella reincarnazione inoltre, l’evoluzione del livello di coscienza non riguarderebbe solo l’attuale incarnazione, ma sarebbe strettamente collegata alle precedenti dinamiche evolutive dell’anima.

L’astrologo Jeff Green, allievo di Yogananda e pioniere dell’astrologia evolutiva, parla di quattro condizioni evolutive naturali dell’anima, o stadi dell’evoluzione umana: lo stato poco evoluto, lo stato del consenso, lo stato della differenziazione e lo stato spirituale. All’interno di questi stati, secondo Green, esiste una progressione naturale che si sviluppa lungo tre fasi.

A livello indicativo, circa il 2-3% della popolazione si troverebbe nello stato poco evoluto, all’interno del quale l’autoconsapevolezza è estremamente limitata; si tratta di anime che stanno evolvendo alla coscienza umana da altre forme vita o che sono state costrette a rivivere questo stato per cause karmiche, trovandosi in una fase de-evolutiva.

Il 75% circa di tutte le anime si troverebbe nello stato del consenso, che corrisponde all’archetipo di Saturno. Il senso di identità di chi si trova in questo stato, secondo Green, è un’estensione della morale, dei giudizi e delle convinzioni della società e riflette il bisogno di conformismo.

Lo stato della differenziazione riguarderebbe invece circa il 20% delle persone, ed è riconducibile all’archetipo di Urano, perché l’individuo ora desidera liberarsi da tutti gli schemi condizionanti, e prova un senso di estraneazione e ribellione rispetto alla “società del consenso”.

Lo stato spirituale riguarderebbe invece circa il 2-3% di tutte le anime, ed è riconducibile all’archetipo di Nettuno, perché il desiderio fondamentale dell’anima è ora quello di contattare l’Origine. La coscienza progressivamente si espande verso l’universale e l’eterno. Queste anime nutrono il desiderio sempre più forte di annullare le spinte separatrici attraverso il servizio, e sperimentano la loro individualità e tutta la creazione come un riflesso dell’origine.

In conclusione, tenere in giusta considerazione la variabile del livello di coscienza durante l’interpretazione di un tema natale significa non dare nulla per scontato, evitando accuratamente di imbrigliare la persona in una serie di sentenze categoriche “da manuale”; significa tenere nella giusta considerazione il dinamismo e la complessità che sono alla base della vita; significa inoltre non trascurare la variabilità dei ritmi individuali di crescita psicologica e spirituale.

 

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