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Subpersonalità ed animo molteplice…

Grazie agli studi condotti negli ambiti della psicologia dinamica e della psicologia della personalità “oggi” sappiamo che una delle più grandi illusioni che l’uomo possa alimentare è quella di credere di possedere una personalità monolitica, ben definita, coerente ed integrata a priori. In realtà all’interno della nostra psiche coesistono bisogni, desideri ed motivazioni diverse e spesso contrastanti. Per questo motivo le nostre emozioni, i nostri desideri, i nostri pensieri, le nostre sensazioni e le nostre intuizioni si ritrovano spesso ad essere in conflitto tra di loro.

Possiamo renderci immediatamente conto della nostra molteplicità interiore pensando a tutte le volte in cui, nel corso della nostra vita, abbiamo cambiato atteggiamento e modificato il nostro modo di vedere le cose, oppure pensando alla varietà del nostro modo di porci nei confronti delle diverse persone e dei diversi ambienti.

Secondo la Psicosintesi gli elementi psicologici (modelli di comportamenti abituali, atteggiamenti, complessi a forte tonalità emotiva, ecc) tendono ad organizzarsi attorno a diversi nuclei di bisogni e di motivazioni, che fungono da centri unificatori per la produzione di sintesi parziali e spontanee, le cosiddette subpersonalità, che possono essere considerate come delle vere e proprie personalità in miniatura.

Anche se non sempre ne siamo consapevoli, nella nostra psiche alberga una folla di personaggi, ciascuno dei quali ha una propria storia personale ed una propria mitologia, riconducibile agli archetipi astrologici presenti nel nostro tema natale.

Ognuno dei personaggi che popolano il nostro mondo interiore è definito da una serie di istinti, sentimenti ed emozioni, da un modo di camminare ben preciso, da una particolare postura, da una serie di “frasi preferite” e, in generale, da un repertorio comportamentale finalizzato al soddisfacimento di un particolare bisogno. Purtroppo però non sempre i comportamenti e gli atteggiamenti messi in atto dalle subpersonalità sono i più consoni al soddisfacimento dei loro bisogni. Le subpersonalità tendono ad attivarsi in modo automatico, indipendentemente dalla volontà della persona e spesso anche al di là della sua consapevolezza. Inoltre spesso entrano in conflitto con altre subpersonalità che hanno bisogni e desideri apparentemente contrastanti.

Questo rende la personalità simile ad un’assemblea in cui le discussioni non cessano mai, manca un moderatore e si fa sentire meglio chi urla più forte.

Le subpersonalità esistono a livelli diversi di organizzazione, complessità e raffinatezza; come le persone hanno la tendenza a muoversi verso una maggiore organizzazione ed integrazione. Il focus nel lavoro con le subpersonalità riguarda il modo tramite cui ognuna di loro evolve ed entra in relazione con le altre.

Per divenire padroni del nostro mondo interiore ed acquisire pace e libertà è necessario che l’Io diventi un regista responsabile, ed impari a conoscere profondamente tutti gli attori che fanno parte del cast della personalità, per poi scegliere in modo opportuno chi fare entrare in scena e quando. Solo in questo modo riusciremo a non essere dominati dalle dinamiche dei nostri personaggi interiori.

Affinché la personalità possa divenire sempre più integrata dovranno avvenire dei cambiamenti tra le subpersonalità, che dovranno essere prima riconosciute, poi accettate, per poter essere in seguito coordinate, integrate e sintetizzate.

Durante la fase del riconoscimento delle subpersonalità emergono i bisogni sottostanti; solo se questo avviene e si trova un modo opportuno per gratificarli i conflitti si possono attenuare.
Affinché le subpersonalità possano cambiare in una direzione funzionale alla crescita esse devono essere prima accettate. Se non accettiamo una subpersonalità che è espressione di un principio archetipico e planetario degradato, perché la giudichiamo negativamente, non ce ne liberiamo, ma ne blocchiamo semplicemente lo sviluppo, costringendo la sua energia ad esprimersi indirettamente, in modo subdolo ed incontrollato. Se al contrario lavoriamo sull’ essenza archetipica di una subpersonalità indesiderata ed arriviamo a comprendere i suoi reali bisogni (cosa che non è quasi mai immediata e che implica un certo livello di analisi psicologica), a provare compassione per lei e ad accettarla, l’archetipo potrà essere elevato e consentire l’accesso alle sue qualità.

Ogni archetipo può infatti espremersi a livelli diversi; ogni contenuto psichico può infatti essere degradato o elevato. A titolo esemplificativo, una subpersonalità indisciplinata, insofferente e contestatrice, che si ribella senza costrutto, portando spesso una persona ad avere delle difficoltà di integrazione in contesti di gruppo (potremmo chiamarla “il ribelle”) con buona probabilità sarà il risultato di una distorsione dell’archetipo di Urano (che nel tema natale potrebbe essere il pianeta focale di un quadrato a T che coinvolge il Sole e Mercurio, per esempio) inerente alla differenziazione, alla ricerca di verità ed al cambiamento. Affinché questo archetipo degradato possa essere elevato sarà necessario conoscere ed accettare la subpersonalità, comprendere come la sua essenza archetipica è stata distorta, qual è il suo bisogno sottostante, e come può essere gratificato costruttivamente nella vita di tutti i giorni, nel rispetto dei bisogni delle altre parti del mondo interno e delle altre persone del mondo esterno. In questo modo la subpersonalità sarà in grado di esprimere le qualità dell’archetipo a cui è collegata.

La persona del nostro esempio, lavorando sulla conoscenza, sull’accettazione e sulla successiva trasformazione della subpersonalità del “ribelle” potrà gradualmente maturare una maggiore obiettività ed una maggiore tolleranza per i propri limiti e per quelli altrui, potrà inoltre dare un maggior valore alle differenze individuali e riuscire ad integrare in modo più costruttivo l’energia del cambiamento nella sua vita. A quel punto potrà decidere di cambiare nome alla subpersonalità che ha subito una profonda metamorfosi scegliendone uno più adatto alla sua nuova forma (per esempio “il rinnovatore”). Le qualità mobilitate nel processo potranno rivelarsi in seguito molto utili nell’ambito di progetti che implicano la coordinazione di risorse umane per il conseguimento di obiettivi comuni e socialmente significativi (tutte espressioni positive collegabili all’archetipo di Urano).

Con la coordinazione le subpersonalità smettono di lavorare contro di noi ed iniziano a comunicare tra di loro e a lavorare per noi; affinché ciò avvenga, occasionalmente può essere necessario arrivare a dei piccoli compromessi per gratificare nella vita di tutti i giorni anche i bisogni delle subpersonalità che tendono ad accampare richieste eccessive. Durante la fase di integrazione si cerca di far lavorare meglio le subpersonalità, così che si esprimano in modo più costruttivo. Da uno stato di conflitto, competizione, isolamento e repressione del più debole a scapito del più forte si dovrebbe gradualmente arrivare ad uno stato di relativa cooperazione ed armonia.

Se due subpersonalità hanno lo stesso livello di sviluppo il loro incontro può dar luogo alla sintesi di una nuova subpersonalità che avrà caratteristiche diverse da quelle della somma delle parti.

Il lavoro con le subpersonalità è potenzialmente illimitato, perché le subpersonalità cambiano nel tempo e c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire; è un lavoro che dovrebbe portare ad una sempre maggiore padronanza delle proprie dinamiche interiori e ad una conseguente maggior libertà di scelta, nell’ambito di una totalità flessibile, variegata e sempre mutevole.

Dal punto di vista astrologico i segni e i pianeti rappresentano gli istinti archetipici attorno ai quali si costruiscono le varie subpersonalità, che possono quindi edificarsi e formarsi attorno alle diverse configurazioni di un tema natale.

Il modello psicosintetico dell’animo molteplice e delle subpersonalità ben si presta ad essere utilizzato come metafora del dinamismo psichico durante l’interpretazione di un tema natale. Per converso, un tema natale si può rivelare uno strumento efficace per individuare subpersonalità che potrebbero essere ignote, o poco conosciute, alla persona stessa. L’interpretazione astrologica può inoltre aiutare la persona ad entrare in contatto con l’essenza archetipica delle subpersonalità che popolano il suo mondo interiore, facilitando la comprensione delle motivazioni profonde e la mobilitazione delle relative qualità.

Le configurazioni astrologiche che con maggiore probabilità fungeranno da principio archetipico-centro unificatore per una subpersonalità di rilievo sono :

  • il segno del Sole, della Luna e dell’ascendente; le persone tendono infatti ad identificarsi molto con questi tre fattori del loro tema natale. Il Sole e l’ascendente producono quasi sempre le subpersonalità più importanti per il nostro senso di identità e per le nostre ambizioni più essenziali. La Luna produce subpersonalità importanti per il nostro senso di sicurezza e di autoprotezione.

  • Gli stellium: tre o più pianeti nello stesso segno, in particolare se congiunti, daranno vita ad una subpersonalità basata sulle caratteristiche del segno e dei pianeti in questione.

  • Le altre configurazioni “chiuse” che coinvolgono tre o più pianeti in aspetto tra di loro: il quadrato a t, lo yod, il grande trigono, il grande sestile, il grande quadrato, il rettangolo mistico e l’aquilone.

  • I pianeti congiunti agli angoli del cielo; che tendono ad essere molto forti e “dominanti”. Le motivazioni sottostanti saranno molto diverse a seconda dell’angolo e del pianeta.

  • I pianeti isolati: che non fanno aspetti maggiori con altri pianeti nel tema natale, tenderanno ad agire in modo indipendente dal resto della carta.

  • La predominanza di un elemento, e-o l’assenza di un elemento.

Le configurazioni citate non sono però le uniche possibili, e in alcuni casi una subpersonalità può essere generata da un singolo aspetto astrologico, che sottende un bisogno importante per la persona.

Per esempio, un aspetto di opposizione tra Mercurio in Gemelli in III casa e Marte in Sagittario in IX casa può divenire il centro unificatore di una subpersonalità problematica, che potremmo chiamare “ il polemista-litigioso”. Quando questa parte si attiva (in modo automatico ed inconsapevole) la persona tende a sperimentare una serie di conflitti interpersonali poco produttivi, diventando aggressiva e caustica ogni volta che in un confronto le sue idee vengono “messe in discussione”.

Approfondendo la conoscenza di questa subpersonalità con i metodi della psicosintesi, la persona potrebbe comprendere che alla base di quell’aspetto c’è un forte bisogno di riconoscimento per il proprio modo di pensare e di comunicare, che in origine (in una fase infantile dello sviluppo), era stato ripetutamente frustrato, in seguito alle prevaricazioni di un adulto significativo che imponeva in modo aggressivo le sue idee e i suoi principi. La persona potrebbe inoltre comprendere che, in seguito a quel condizionamento, ogni volta che si ritrovava in situazioni potenzialmente frustranti, col suo atteggiamento difensivo aveva ripetutamente esercitato un ruolo attivo nel dar vita o nell’alimentare l’escalation simmetrica che è tipica della comunicazione aggressiva. A quel punto, imparando a disidentificarsi da quella subpersonalità, diverrà maggiormente libera di scegliere di comportarsi diversamente in futuro.

Se l’individuo riuscirà a gratificare il bisogno della parte in modo costruttivo e rispettoso delle esigenze delle altre subpersonalità, le energie di quell’aspetto planetario verranno elevate ed emergeranno in modo più stabile le sue potenzialità-qualità, che sono riconducibili alla capacità di sostenere ed affermare in modo incisivo e persuasivo il proprio pensiero. A quel punto la subpersonalità si svilupperà in modo armonico e la persona potrebbe decidere di darle un nome più adeguato alla sua condizione attuale, chiamandola per esempio “il persuasore”.

Naturalmente quello appena riportato è un esempio astratto, isolato del contesto, al fine di semplificare. Nella realtà dei fatti le situazioni sono molto più complesse. Spesso impariamo a conoscere meglio alcune nostre parti nel bel mezzo di conflitti psichici, morali o spirituali che vengono enfatizzati in momenti particolari, in linea con le energie planetarie del periodo, per finalità evolutive. Gli equilibri raggiunti non sono mai definitivi e richiedono continui aggiustamenti, man mano che il processo di “disvelamento” continua.

Il conclusione i concetti psicosintetici di animo molteplice e di subpersonalità ci riportano alla complessità e al dinamismo del nostro mondo interiore, ed alla necessità di approfondire la conoscenza delle varie parti della nostra personalità, per poter divenire sempre più liberi di scegliere e padroni del nostro mondo interiore.

Anche secondo la prospettiva dell’astrologia umanistica-evolutiva, la personalità non è monolitica e le energie presenti in un tema natale possono essere vissute molto diversamente a seconda del livello di coscienza raggiunto dall’individuo. La crescita personale non può che essere il risultato di un processo di comprensione, di integrazione e di sintesi a livelli sempre più alti delle varie energie del nostro tema natale; un processo che non può mai dirsi finito.

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