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Pensavo fosse amore e invece era…. ? I misteri dell’innamoramento e il potere terapeutico del vero amore

 

 

In questo articolo cercherò di delineare una serie di collegamenti tra le dinamiche psicologiche che entrano in gioco nell’innamoramento e nel consolidamento delle relazioni sentimentali, ed il linguaggio astrologico, facendo qualche riferimento anche alla sinastria; una tecnica basata sulla comparazione di due temi natali, in grado di fornire delle informazioni molto significative sulle dinamiche relazionali e sul grado di affinità e di complementarietà esistente tra due partner.

Le idee di base sulla funzione psico-evolutiva dell’innamoramento a cui mi collegherò in questo articolo, sono state mutuate dal bellissimo saggio della psicologa-psicosintetista Sara Cattò “imparare ad innamorarsi” (Xenia edizioni), a cui rimando per approfondimenti.

L’amore è una raffinata strategia che l’Universo ha escogitato per spingerci a conoscerci meglio; anche se non sempre ce ne rendiamo conto la ricerca d’amore e l’innamoramento hanno infatti alla loro base una ricerca di completezza che si manifesta tramite la relazione.

Astrologicamente parlando, Venere è il pianeta che per antonomasia viene associato alla relazione ed allo scambio affettivo, mentre l’amore come principio universale è collegabile all’archetipo di Nettuno. Probabilmente non è un caso che Venere e Nettuno siano i pianeti del Sistema Solare la cui orbita più si avvicina alla perfezione del cerchio, simbolo di armonia e di completezza. Da questo punto di vista l’attribuzione tradizionale dell’esaltazione (virtù che implica la possibilità di esprimere al massimo l’energia di un pianeta) di Venere nel segno dei Pesci (governato da Nettuno, oltre che da Giove) sembra mostrare “nuove” sfumature di significato, considerando che, secondo “l’astrologia moderna”, Nettuno è l’ottava superiore di Venere, il principio planetario che esprime ad un livello “più alto”, collettivo ed universale, l’energia venusiana (relazionale, artistica, unificatrice ed armonizzatrice).

Anche la Luna, rappresentando il nostro imprinting relazionale e la nostra ricerca di rassicurazione emotiva, gioca un ruolo decisivo nelle relazioni affettive, e può essere ricondotta alla fase fusionale-simbiotica dell’innamoramento, durante la quale la relazione è principalmente basata sul bisogno (Luna), anche della presenza fisica dell’altro. Nelle fasi iniziali dell’innamoramento i partner vorrebbero stare insieme 24 ore su 24, ed ogni separazione porta ad una frustrazione simile a quella sperimentata dal bambino nella fase di formazione del legame di attaccamento. Solo gradualmente il bisogno di presenza psichica tenderà ad avere la prevalenza sul bisogno di presenza fisica; simbolicamente questo passaggio corrisponde alla fase infantile della costanza oggettiva. Durante questa fase, se le cose vanno bene, il bambino dovrebbe imparare a tollerare meglio le separazioni grazie all’interiorizzazione di una relazione più stabilizzata con la figura materna.

Durante l’innamoramento qualcosa dell’altro risuona in noi, e avvertiamo nei suoi confronti qualche affinità sul piano fisico, emotivo, mentale o spirituale. Gli innamorati sono convinti di essere fatti l’uno per l’altro e di aver avuto una fortuna eccezionale ad incontrarsi. Hanno la sensazione di aver finalmente realizzato il sogno di trovare “l’anima gemella”, al punto che, se i difetti del partner non vengono ignorati, vengono considerati come delle amabili particolarità. Sembra che nulla potrà intaccare la perfezione del rapporto, e che una bolla invisibile racchiuda i due amanti allontanandoli dal resto del mondo. Dal punto di vista astrologico questo stato di amore romantico, estremamente idealizzato, e poco aderente alla realtà può essere collegato ad un contatto tra Venere e Nettuno o all’esaltazione di Venere nel segno dei Pesci; considerando anche che, secondo alcuni neurologi, l’innamoramento agisce come una droga (Nettuno), producendo gli stessi effetti degli oppiacei sul cervello e sul corpo. Lungi dall’essere priva di significato, questa fase di “disorganizzazione” ha una finalità evolutiva, non solo a livello biologico (favorire l’accoppiamento e la continuità della specie), ma anche a livello psicologico (permetterci di contattare alcuni nostri contenuti psichici, seppur in forma inizialmente traslata).

Generalmente Cupido tende a scoccare le sue frecce in concomitanza dei transiti e delle progressioni che coinvolgono Venere, la V casa (settore astrologico a cui la tradizione attribuisce la gioia di Venere) e la VII casa (associata alla relazione), ed i governatori della V e della VII casa. Anche nelle rivoluzioni solari questi “fattori” sono solitamente in rilievo.

Siccome siamo esseri complessi e multidimensionali, l’incastro affettivo che è alla base dell’innamoramento riguarda tutti i livelli del nostro essere (fisico, emotivo, mentale e spirituale), e risente dalla diversa intensità della nostra vibrazione per ciascun livello.

E’ opinione comune a molti studiosi di psicologia e di sociologia che per far scattare l’innamoramento debbano essere compresenti sia un certo grado di somiglianza, che la giusta dose di complementarietà. L’incontro tra polarità è alla base dell’attrazione e genera la tensione creativa che innesca l’innamoramento, mentre un certo grado di somiglianza, soprattutto per quanto concerne i valori, i principi e gli atteggiamenti in merito alle tematiche più importanti della vita, crea il giusto “terreno d’incontro” . Confrontando due temi natali è possibile osservare la polarità in azione da diverse prospettive: per elemento (aria-acqua, fuoco-terra), case (I-VII, II-VIII… ecc), segni (Ariete-Bilancia, Toro-Scorpione…. ecc), aspetti (opposizioni) e pianeti (Sole-Luna, Venere-Marte, ecc). Elementi di similitudine saranno invece prevalentemente segnalati da pianeti in segni appartenenti allo stesso elemento o ad elementi affini (fuoco-aria o terra-acqua), da aspetti armonici tra pianeti (sestili, trigoni ed alcune congiunzioni) e da altri “fattori di risonanza”più trasversali. Per esempio se nel tema natale di lei il Sole forma un aspetto di trigono con Urano, e nel tema di lui il Sole è in Acquario, ci sarà un certo grado di similitudine-risonanza.

Siccome la ricerca di complementarietà avviene a livello inconsapevole, le programmazioni inconsce esercitato un ruolo decisivo nel determinare gli incastri nelle relazioni affettive.

Per questa ragione la massima di Blaise Pascal “il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce” si rivela veritiera, anche se talvolta dietro ai risvolti apparentemente romantici (l’autenticità del sentimento che predomina sul rigore della ragione…) possono nascondersi irrisolti affettivi che hanno il potere di spingere irrazionalmente e ostinatamente nella “direzione sbagliata”, per risonanza di contenuti psichici. A ben vedere spesso è il predominio dell’inconscio sulla consapevolezza a rendere “le ragioni del cuore” così difficili da comprendere.

Alla base di ogni attrazione opera il meccanismo di difesa della proiezione attraverso il quale i nostri contenuti psichici inconsci vengono “spostati” su altre persone che si prestano a loro insaputa a farci da schermo proiettivo. Possiamo notare questo meccanismo in azione ogni volta che proviamo un forte ed “immotivato” senso di simpatia o di antipatia nei confronti di una persona. In questi casi possiamo essere sicuri che l’incontro con l’altro ci ha messo in contatto con qualche nostro contenuto psichico rinnegato (in positivo o in negativo).

Il passaggio dalla fase iniziale dell’innamoramento alla relazione autentica implica venire a patti con l’inevitabile caduta delle proiezioni (dei nostri sé rinnegati) sul partner per incontrarlo su un piano più maturo ed autentico, uscendo dalla dimensione idealistica-fatata propria dell’illusione di completezza iniziale (utile comunque per contattare i nostri potenziali ed attivare il processo) per entrare in una relazione basata sullo scambio e sull’integrazione.

Dal punto di vista della dialettica zodiacale ciò simbolicamente corrisponde al passaggio da una fase da V casa (piacere, eccitazione, vitalità, senso di onnipotenza, contatto con la nostra autenticità) ad una fase da VII casa (relazione, scambio) che non può prescindere dal venire a patti con la VI casa (rapporto con la quotidianità e contatto con la realtà alla caduta delle proiezioni). L’VIII casa ha invece attinenza con i processi trasformativi (di morte e rinascita) che la relazione autentica mette in atto e con lo stato di intima connessione emotiva che ne è alla base.

In una relazione ideale (Bilancia) basata sullo scambio (Venere) e non solo sulla reciproca gratificazione di bisogni (Luna) o sul desiderio (Marte) il gioco proiettivo (tipico della VII casa e di ogni polarità astrologica) dovrebbe permettere ad entrambi i partner di fare un lavoro di scoperta di sé e di crescita attraverso l’altro.

L’evoluzione della coscienza non può prescindere dalle relazioni ed implica il raggiungimento di una sempre maggiore integrazione tra il maschile ed il femminile interni, che può verificarsi man mano che i contenuti proiettati sugli altri vengono integrati.

Anche nell’innamoramento sembra agire una spinta verso androginia, intesa come l’equilibrata compresenza nella nostra psiche del principio maschile e di quello femminile. Probabilmente se non avvertissimo una tensione creativa che ci spinge verso l’armonizzazione del maschile e del femminile interni, non sentiremmo il bisogno di passare attraverso l’innamoramento per crescere. Ciò non toglie che ognuno di noi abbia il proprio particolare percorso, e che alcune persone avvertano in misura maggiore rispetto ad altre il bisogno di innamorarsi e di passare attraverso diverse relazioni sentimentali per integrare diverse parti di sé.

Quando ci innamoriamo l’inconscio assume le redini della situazione tenendo in scacco la coscienza e la ragione. L’innamoramento non riguarda solo l’inconscio inferiore ed i suoi contenuti (le programmazioni limbiche, le pulsioni, le erotizzazioni infantili, ecc), ma anche l’inconscio superiore-transpersonale, e quindi l’accesso alle nostre qualità e la dialettica tra l’Io ed il Sé.

Siccome siamo esseri multidimensionali, il principio maschile e quello femminile si esprimono diversamente all’interno di ciascuno dei quattro livelli dell’essere: fisico, emotivo, mentale e transpersonale.

Generalmente parlando gli uomini tendono ad essere prevalentemente maschili-attivi a livello fisico e mentale, e femminili-ricettivi a livello emotivo e spirituale, mentre le donne tendono invece ad essere prevalentemente femminili-ricettive a livello fisico e mentale e maschili-attive a livello emotivo e spirituale. Ogni singolo individuo, indipendentemente dal sesso biologico e dall’orientamento sessuale, avrà comunque una suo particolare bilanciamento all’interno di ciascuna dimensione.

Il principio maschile è attivo e si manifesta attraverso il dare, mentre il principio femminile è ricettivo e si manifesta attraverso il prendere. Ciò significa che all’interno di una coppia chi è prevalentemente maschile su un certo piano dovrebbe attivare la relazione a quel livello, mentre chi è femminile dovrebbe accogliere. In questo modo, se lo scambio (Venere) tra il dare ed il ricevere è equilibrato (Bilancia) ciascuno dei due partner potrà ritrovare se stesso nella relazione (dialettica I-VII casa), esprimendosi attivamente su alcuni piani, ed aiutando al contempo il partner ad integrare le parti proiettate (i sé rinnegati).

Le frequenze vibratorie dei due partner nei quattro livelli non dovrebbero essere troppo dissimili; grandi differenze tendono infatti ad ostacolare pesantemente il rapporto già nel breve periodo.

A livello fisico questo spesso si traduce nella scelta di un partner che abbia un grado di bellezza simile al proprio. A livello emotivo, è invece richiesto un certo grado di similitudine rispetto ai gusti (Venere), ai divertimenti ed ai passatempi (V casa), ma un alto grado di complementarietà rispetto alle modalità emotive. Dal punto di vista astrologico ciò può realizzarsi quando le “Lune” dei due partner (l’interiorizzazione individuale degli archetipi relativi alla Luna) sono diversamente aspettate o in opposizione tra di loro, oppure in presenza di una configurazione complementare rispetto alle cuspidi delle case “emotive” (IV-VIII-XII), dei pianeti che le occupano e dei loro governatori. Gli aspetti di quadratura o di quinconce tra “le Lune” dei partner indicano invece una grande difficoltà di sintonizzazione emotiva, ed una tensione legata al diverso modo di vivere la quotidianità, di reagire all’ambiente e di ricercare una rassicurazione emotiva. Per una buona convivenza sarebbe quindi auspicabile che le “Lune” dei due partner formino un aspetto armonico, o siano in segni compatibili e in elementi affini.

A livello mentale la condivisione di valori (Venere) e di ideali (Giove-case IX ed XI) è importante, la complementarietà riguarda le modalità di funzionamento mentale, per esempio, un partner può essere più razionale (prevalenza di Aria, di Terra o di configurazioni di segni,pianeti, ed aspetti che favoriscono l’analisi) e l’altro più intuitivo (prevalenza di Acqua, di Fuoco, o di configurazioni di segni, pianeti ed aspetti che favoriscono la sintesi). Dal punto di vista astrologico sarà comunque importante che in sinastria siano presenti interaspetti armonici di Mercurio; un’opposizione o una quadratura tra il Mercurio di un partner ed il Mercurio dell’altro può infatti rendere molto difficoltosa la comunicazione ed ostacolare pesantemente la relazione.

A livello spirituale ci dovrebbe essere una grande similitudine, soprattutto se le persone hanno un livello di coscienza alto; in questi casi un certo grado di accordo tra i significati ed i valori che riflettono la propria anima diventa molto rilevante. A livello sinastrico saranno significativi gli aspetti tra Giove e Nettuno di un partner ed i pianeti personali dell’altro, oltre alle sovrapposizioni di pianeti che coinvolgono la IX e la XII casa. É importante precisare che queste sono solo delle indicazioni di carattere generale, che non possono prescindere dall’analisi accurata dei singoli temi natali.

Anche la strutturazione funzionale del nostro cervello rende conto della complessità dei fattori in gioco nell’innamoramento e della difficoltà che possiamo incontrare ricercando “l’incastro ideale” a livello fisico, emotivo, mentale e spirituale. Dagli studi di Mac Lean sappiamo infatti che il nostro cervello è composto da tre strutture sovrapposte che si sono sviluppate progressivamente nel corso dell’evoluzione della specie: il cervello rettile, il sistema limbico (detto anche cervello mammifero, o mammaliano) e la neocorteccia (o corteccia cerebrale). Il cervello rettile, è la struttura più arcaica, funziona in modo automatico ed inconsapevole, e gestisce le funzioni fisiologiche collegate ai bisogni vitali di base (mangiare, bere, dormire ed accoppiarsi). Il sistema limbico (cervello mammifero o mammaliano) si trova in posizione centrale, è alla base degli schemi automatici di comportamento e svolge un ruolo centrale nell’elaborazione automatica ed inconscia delle emozioni. La neocorteccia è la struttura più superficiale, responsabile della nostra capacità di riflettere e di effettuare scelte consapevoli. Ognuna di queste strutture cerebrali oltre ad essere portatrice di specifici bisogni, ha le sue attrazioni e le sue repulsioni, e farà sentire la sua particolare influenza durante l’innamoramento. Il cervello rettiliano è responsabile della cosiddetta “attrazione chimica” mediata dai feromoni, che si manifesta in modo inconsapevole in funzione dell’odore dell’altro, elemento che trasmette una serie di informazioni sulla sua energia vitale e sul suo corredo genetico. Maggiore è la differenza genetica tra due persone, maggiore sarà l’attrazione che passa attraverso l’odorato. In una sinastria gli aspetti canonici che indicano la potenzialità di questo tipo di attrazione sono soprattutto quelli che mettono in relazione Marte di un partner con Venere dell’altro (entrambi i pianeti sono infatti collegati agli ormoni sessuali), ed in particolare Marte di lui e Venere di lei (anche il contatto inverso ha comunque una certa rilevanza). Tra tutti gli aspetti la congiunzione è indubbiamente quello più potente, ma anche gli altri aspetti maggiori tra Marte e Venere tendono a conferire attrazione a questo livello.

In seconda battuta possono segnalare un’attrazione “chimica” piuttosto marcata anche gli interaspetti (aspetti tra un pianeta nel tema di una persona ed un pianeta nel tema dell’altra persona) tra Venere e Plutone, e tra Marte e Plutone (pianeta che ha una stretta connessione con il patrimonio genetico e con l’istinto di sopravvivenza). L’attrazione a questo livello può essere segnalata anche dal posizionamento del Marte (e in misura minore di Venere) di un partner nella V o nell’VIII casa dell’altro, o dalla congiunzione Marte-ascendente o Marte-discendente.

Siccome l’affinità rettiliana funziona in modalità on-off (c’è o non c’è), se manca un incastro a questo livello e la relazione parte con una scarsa intesa sessuale, molto difficilmente le cose potranno migliorare col tempo.

Il cervello limbico è responsabile dell’attrazione basata sulla prima impressione che ci facciamo dell’altro, anche in funzione del suo aspetto esteriore. In una sinastria questo tipo di attrazione può essere segnalato dagli aspetti che mettono in relazione gli ascendenti dei due partner, ed i due luminari, singolarmente (Luna-Luna, Sole-Sole, ascendente-ascendente) o tra di loro (Sole-Luna, Sole-ascendente… ecc), essendo questi i fattori che più colorano l’espressione della nostra individualità e l’impressione immediata che suscitiamo sugli altri. L’attrazione limbica ha l’obiettivo di portarci verso situazioni simili a quelle che in passato ci avevano procurato piacere, mentre la repulsione limbica ha l’obiettivo di farci evitare situazioni simili a quelle che in passato ci avevano procurato dolore. Purtroppo però, siccome il sistema limbico funziona in modo automatico (senza la mediazione della ragione), errori di interpretazione a questo livello possono provocare blocchi affettivi legati a condizionamenti precedenti, o difficoltà a distinguere tra le cosiddette “ragioni del cuore che la ragione non può capire” ed una serie di grovigli emotivi inconsci che agiscono in modo automatico spingendoci nella “direzione sbagliata”.

Siccome il sistema limbico occupa una posizione intermedia rispetto alle altre strutture, l’effetto magnetico esercitato dalle sue programmazioni ha il potere di favorire oppure di ostacolare l’allineamento tra i tre livelli. Per questo motivo, se una persona continua ad essere attratta dalla “stessa tipologia” di partner, provando ripetutamente lo stesso tipo di frustrazioni, diverrà importante cercare di far luce sui contenuti di queste programmazioni per operare gli opportuni aggiustamenti.

L’interpretazione astrologica degli archetipi del Sole e di Marte (per segno ed aspetti) nel tema natale di una donna (eterosessuale) e della Luna e di Venere nel tema di un uomo (eterosessuale), può fornirci delle informazioni molto importanti sui contenuti delle “magnetizzazioni limbiche”. Questi archetipi sono infatti strettamente collegati alle parti controsessuali che tenderemo a proiettare sul partner, ed in particolare: Sole e Marte ci forniranno informazioni sulla coloritura archetipica dell’Animus di una donna, mentre la Luna e Venere sulla coloritura archetipica dell’Anima di un Uomo.

Per nostra sfortuna solo la neocorteccia è in grado di “riprogrammare” il sistema limbico facendo fronte ad eventuali errori di programmazione. Per questo motivo, nonostante l’attrazione possa avvenire ad ogni livello, il vero innamoramento (che darà vita ad una relazione basata sullo scambio e sulla crescita) è possibile solo se si realizza un’autentica integrazione di tutti e tre i livelli grazie all’attività della neocorteccia. Dal punto di vista astrologico questo processo è mediato da Mercurio e da Giove, pianeti simbolicamente collegati ai due emisferi cerebrali.

Se l’integrazione dei livelli tramite l’attività della neocorteccia non si realizza, un eventuale blocco a livello limbico che può dar vita ad una convinzione consolidata del tipo “non sono degno di essere amato” (tipica di chi ha sperimentato un attaccamento insicuro durante l’infanzia) può tradursi in una serie di attrazioni ed infatuazioni che difficilmente si consolideranno in un vero innamoramento (inteso come relazione di scambio che apporta benessere e contribuisce alla crescita personale).

L’attrazione corticale implica la conoscenza delle nostre dinamiche e l’osservazione distaccata dei condizionamenti connessi con l’azione del sistema limbico per operare degli aggiustamenti che siano conformi con i nostri valori (Venere). A tal riguardo è interessante considerare che Venere governa due segni (il Toro e la Bilancia) che, a livello di dialettica zodiacale, formano un quinconce tra di loro, aspetto che denota una crisi naturale ed una sfida (spesso non consapevole). L’archetipo di Venere è associato sia alla relazione intrapersonale che a quella interpersonale; la sede Toro – II casa, attiene principalmente alla relazione che abbiamo con noi stessi e al nostro senso di valore personale (autostima), mentre la sede Bilancia – VII casa, ha maggiore attinenza con le relazioni che instauriamo con gli altri. Siccome la relazione esterna è uno specchio della relazione interna (e quindi della conoscenza delle nostre parti e dei nostri eventuali blocchi o condizionamenti a livello limbico), il quinconce tra le due sedi implica che se non conosciamo i nostri reali bisogni affettivi e non impariamo a gratificarli stabilendo un solido senso di valore personale, corriamo il rischio di diventare troppo dipendenti dagli altri e dal loro riconoscimento e di entrare in relazioni “sbilanciate” e disfunzionali (non funzionali alla crescita ed alla completezza).

Da tutte queste considerazioni sulla complessità dei fattori che influenzano l’innamoramento e che possono ostacolare l’esperienza dell’amore autentico emerge la necessità di stabilire una migliore relazione con noi stessi che prenda in considerazione tutto ciò che si muove al nostro interno per ciascuno dei vari livelli. Dal punto di vista astrologico prima di studiare una sinastria o un tema integrato, mettendo in relazione i temi dei due partner sarà opportuno esaminare singolarmente ciascun tema natale per ottenere delle indicazioni sui contenuti psichici che i due partner tenderanno a proiettare nelle relazioni, per via del loro imprinting relazionale.

L’analisi di un tema natale dal punto di vista affettivo dovrebbe idealmente partire dall’osservazione degli archetipi genitoriali (Sole e Luna) e dell’asse IV-X, per ottenere delle indicazioni su come sono state interiorizzate le relazioni più significative della nostra infanzia, quelle con i nostri genitori, o chi chi si è preso cura di noi. Dobbiamo infatti considerare che ogni bambino cerca di fare tutto ciò che gli è possibile per adattarsi alle aspettative genitoriali nella speranza di sentirsi amato ed apprezzato (Venere), e che per far fronte all’angoscia derivante dalla frustrazione ripetuta di certi bisogni (fallimenti empatici) farà ricorso a particolari meccanismi di difesa, che avranno un’influenza decisiva sulla strutturazione del suo carattere, sulle dinamiche della sua personalità e, di conseguenza, sulle aspettative amorose e sulle scelte relazionali. Durante l’interpretazione di un tema natale dal punto di vista affettivo sarà quindi importante identificare le possibili “dinamiche di vincolo”, ovvero le interazioni genitore-figlio che tutti abbiamo vissuto (ed interiorizzato) quando eravamo piccoli e che tendono a riprodursi in modo automatico nelle relazioni che instauriamo da adulti.

A tal proposito, dall’analisi comparata della Luna, di Venere e degli assi delle case, in relazione a particolari fasi dello sviluppo psico-evolutivo (ogni asse di case può essere associato ad una particolare fase psicologica), sarà possibile ottenere delle informazioni sul tipo di attaccamento sviluppato nell’infanzia, sulle convinzioni implicite ed esso associate, in merito al sentirsi o meno “degni di essere amati”, e quindi sulle nostre aspettative in ambito affettivo.

La posizione di Venere, per segno, casa ed aspetti dovrà essere osservata con molta attenzione per quanto concerne eventuali rischi collegati a “distorsioni” delle programmazioni limbiche, perché sarà in grado di fornirci informazioni importanti su ciò che è stato “erotizzato” (associato al piacere ed all’amore) nelle relazioni primarie.

A titolo esemplificativo, un aspetto dinamico tra Venere e Plutone in un tema natale può parlare dell’erotizzazione della sofferenza, dell’ambivalenza o di forme distorte di potere. Se quello che c’è dietro a questi aspetti non viene compreso ed elaborato, è molto probabile che le programmazioni limbiche-dinamiche di vincolo sottostanti portino a subire attrazioni “fatali” nei confronti di persone con una forte carica erotica (spesso mal utilizzata), verso le quali si potrà provare una certa ambivalenza, e con cui si potranno innescare dinamiche di potere. Un altro rischio potrà essere quello di restare imprigionati in legami complicati in cui l’intensità emotiva della sofferenza viene confusa col “potere dell’amore” e sembra alimentare l’attaccamento. Naturalmente queste sono solo alcune delle possibilità, la gamma d’azione dell’archetipo è piuttosto variegata e può esprimersi a diversi livelli di intensità, inoltre ogni aspetto planetario dovrebbe essere interpretato in funzione del resto del tema natale.

Purtroppo non tutti gli innamoramenti sono autentici; ciò che contraddistingue il vero innamoramento dagli pseudo-innamoramenti e dalle infatuazioni è il coinvolgimento di tutti i livelli. Le infatuazioni erotiche, per esempio, hanno alla loro base una forte attrazione a livello fisico, che finisce poi per interessare indirettamente anche la parte emotiva, ma siccome ciò che lega i due partner è soprattutto la ricerca del piacere (Venere – V casa) e il soddisfacimento delle spinte istintuali (Marte-Plutone), le differenze su altri livelli tendono a diventare insuperabili portando alla separazione. Questo è ciò che in genere accade quando in una sinastria prevalgono gli aspetti e le configurazioni collegabili “all’attrazione chimica”, in un quadro generale che per altri versi è troppo dissonante.

Le infatuazioni competitive sono invece quelle tipiche dei triangoli amorosi, situazioni nelle quali l’altro è desiderato fino a che non è strappato al “terzo incomodo” ed il desiderio viene alimentato dall’ostacolo. In questi casi occorre lavorare sulla propria autostima, ricontattare e curare una ferita collegabile ad un trauma da separazione dalle figure genitoriali e-o ad una fase edipica non risolta. Dal punto di vista astrologico saranno particolarmente significative al riguardo le dinamiche che nei singoli temi natali coinvolgono: Venere, Marte e Plutone, opposizioni sull’asse II-VIII, ed eventuali quadrature dalla V casa. Questi aspetti nella carta di un partner con buona probabilità andranno ad incastrarsi con dei “punti nevralgici” della carta dell’altro partner e verranno attivati da transiti e progressioni nel corso della “relazione”.

Le infatuazioni non mettono in atto il processo creativo che è alla base dell’innamoramento, ma hanno comunque la loro funzionalità perché ci permettono di vedere le parti di noi che ostacolano la relazione.

L’innamoramento autentico implica il risveglio di quella parte di noi che ha memoria dell’unità perduta (Nettuno). Nonostante si manifesti attraverso una fase regressiva, che ci rimette in contatto con le ferite del passato, ha una finalità evolutiva, perché l’altro diventa il tramite per un processo di “guarigione” (Nettuno come guaritore interno, e Venere come ricerca dell’armonia).

Metaforicamente parlando, nella fase iniziale dell’innamoramento il contatto tra l’archetipo di Venere e quello di Nettuno si manifesta al suo livello più “basso”, prendendo le sembianze di un’esperienza totalizzante e disorganizzante, di rapimento estatico, idealizzazione e fusionalità. Solo se il processo creativo di ristrutturazione esistenziale (fase di VII ed VIII casa) proprio dell’innamoramento autentico seguirà il suo corso, il contatto tra i due archetipi potrà esprimersi al suo livello più alto, consentendo una vera e propria esperienza transpersonale di guarigione attraverso la relazione, associata ad un innalzamento vibrazionale.

 

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