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Kurt Cobain – Astrobiografia di un outsider nettuniano…

Avevo 15 anni quando sentii per la prima volta “smells like teen spirit” dei Nirvana alla radio, e ne rimasi immediatamente folgorato. Pensai che c’era qualcosa di eccezionale in quella voce ipnotica e sofferta, così straordinariamente intensa ed espressiva, capace come poche altre di evocare immagini particolarmente vivide nella mia coscienza. Trovavo irresistibile il contrasto tra la melodia pop della strofa e le sfuriate punk del ritornello, con quelle parole sconclusionate urlate a squarciagola (…un mulatto, un albino, una zanzara, la mia libido !?!?) dopo l’incedere in crescendo di una batteria pestata a dovere.

Quella canzone era destinata a diventare l’inno di una generazione caratterizzata dalla mancanza di ottimismo nei confronti del futuro e dalla sfiducia nei valori tradizionali e nelle istituzioni; la cosiddetta “generazione x”. L’album da cui era tratta, “nevermind”, divenne una pietra miliare del rock e il suo successo contribuì ad accrescere l’interesse per la scena di Seattle, da cui prese vita il genere “grunge”; un rock alternativo un po’ grezzo e malinconico, figlio bastardo del punk e dell’heavy metal, con qualche antenato nella psicadelia. Il leader dei Nirvana, Kurt Cobain, travolto dai suoi demoni interiori, dalle pressioni del music business e dalla tossicodipendenza morì suicida ed entrò a far parte del famigerato club dei 27, divenendo un mito del rock.

Tracciare un “ritratto astrologico” di Kurt che renda giustizia alla sua persona e alla sua arte, prendendo in considerazione anche gli aspetti più oscuri della sua personalità, senza però tirare in ballo in modo azzardato delle etichette psicodiagnostiche (come spesso accade un questi casi) non è un compito semplice, considerando la molteplicità e la complessità dei fattori che possono averlo condotto in una spirale autodistruttiva. Ciò nonostante, da fan dei Nirvana che durante l’adolescenza si identificava con Kurt, evadeva dalla realtà ascoltando la sua musica, e iniziava a suonare la chitarra strimpellando le sue canzoni, ho sentito l’esigenza di esprimere alcune considerazioni astrologiche e psicologiche. Per cercare di stabilire una connessione più profonda con l’animo tormentato di Kurt, credo sia opportuno iniziare riportando alcuni eventi che lo segnarono profondamente durante l’infanzia e l’adolescenza.

 

La droga per bambini, il leggendario divorzio, l’alienazione

 

Da piccolo Kurt era un bambino straordinariamente vivace e carismatico, dotato di una fervida immaginazione e di una precoce predisposizione per il disegno e per la musica. Grazie alla sua simpatia ed al suo dinamismo era sempre al centro delle attenzioni di tutti i familiari.

Man mano che cresceva, però, i genitori iniziarono a credere che fosse un po’ troppo “su di giri”, e si rivolsero al medico di famiglia che, dopo avergli diagnosticato un disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività, pensò “bene” di prescrivergli il ritalin, uno psicofarmaco che risultò poi essere molto pericoloso, essendo a tutti gli effetti una droga di tipo anfetaminico.

Oggi diversi specialisti sostengono che quella “cura” abbia trasformato molti bambini con diagnosi di DDAI in tossicodipendenti. La madre di Kurt rimase molto impressionata dall’effetto devastante che inizialmente il farmaco ebbe sul figlio (noto agli esperti come “effetto zombie”), ma continuò comunque a seguire le indicazioni del medico.

Paradossalmente Kurt iniziò ad assumere droghe a 7 anni per curare un disturbo che, se non trattato, avrebbe potuto aumentare il rischio di abuso di sostanze durante l’adolescenza (tra le altre cose). A titolo di curiosità e senza entrare nel dettaglio, ritengo significativo considerare che in quel periodo, nel suo tema natale, il segno dei Pesci (con tutti i pianeti in esso contenuti), veniva attivato per profezione (una tecnica astrologica utile per determinare quali parti di un tema natale tendono a divenire prominenti in un determinato periodo), e che l’influenza di Nettuno (pianeta collegato alle droghe e co-governatore del segno) diveniva quindi particolarmente incisiva. In quel periodo Nettuno di transito quadrava il Sole (vitalità) progresso in VI casa (salute), mentre Nettuno progresso per arco solare quadrava il Sole radicale (di nascita) in VI, e Saturno (pianeta che può essere particolarmente insidioso per una nascita notturna) di transito quadrava Mercurio in Pesci in VI (salute). Naturalmente non è possibile stabilire se la diagnosi del medico fosse o meno accurata, anche se pare che la visita sia stata piuttosto superficiale, e che consistette in un veloce controllo oculare e in una breve intervista. Dal punto di vista astrologico è piuttosto comune che un bambino con Urano congiunto all’ascendente sia particolarmente vivace ed eccitabile, che abbia un indole ribelle e che non riesca a stare fermo. Inoltre Mercurio (che gioca un ruolo importante nei processi cognitivi) nel segno mobile, fantasioso e “ad energia diffusa” dei Pesci non è certo campione di attenzione. Tuttavia, siccome le configurazioni astrologiche indicano delle potenzialità che possono esprimersi nell’arco di un’ampia gamma di intensità (dalla normalità alla patologia), l’unica cosa che oggi possiamo sostenere con certezza è che “la cura” somministrata a Kurt era molto pericolosa, sia per gli effetti neurologici immediati che per una predisposizione alla tossicodipendenza.

Le cose per Kurt andarono di male in peggio quando, due anni dopo, i genitori decisero di separarsi e lui iniziò a sentirsi un peso per tutti, indesiderato e sballottato come un pacco postale tra diversi ambienti nei quali non riusciva ad adattarsi. Nel periodo in cui a Kurt veniva inferta una profonda ferita affettiva (segnalata a livello potenziale da alcuni aspetti dinamici che coinvolgono Venere e la VII casa nel suo tema natale, su cui mi soffermerò in seguito), il segno del Toro era attivo per profezione, e Venere diveniva quindi il pianeta più importante dell’anno.

Come sappiamo, la separazione dei genitori è un trauma per ogni bambino, ma può avere un impatto molto diverso a seconda dell’età (per via del diverso grado di maturità cognitiva ed emotiva) e della capacità dei genitori di comunicare con onestà emotiva il conflitto che stanno vivendo, ascoltando i figli e riconoscendogli il diritto di esprimere le loro opinioni e i loro bisogni. Durante la separazione sarebbe importante incoraggiare i figli ad esprimere i sentimenti negativi di rabbia, dolore e depressione, mantenendo un ascolto empatico ed una comprensione profonda. Come vedremo i genitori di Kurt non riuscirono a gestire le sue reazioni aggressive, le condannarono ed aggravarono la sua condizione, colpevolizzandolo ed allontanandolo da loro.

Nella fascia di età tra i 6 e i 9 anni i bambini tendono ad autoaccusarsi di essere stati in qualche modo responsabili della separazione dei genitori e andrebbero quindi aiutati a superare il senso di colpa, che in genere si associa alla paura dell’abbandono. Se la separazione avviene in questo periodo, il bambino può sentirsi più vulnerabile dei suoi coetanei, provare un profondo senso di vergogna nei confronti degli altri e manifestare atteggiamenti aggressivi; come in effetti avvenne nel caso di Kurt.

La separazione in casa Cobain fu gestita nel peggiore dei modi, per ammissione degli stessi genitori, che in seguito dichiararono di aver usato i figli come armi improprie nel corso della loro guerra. Dopo il divorzio Kurt visse con la madre per un anno, anche se non gli piaceva il suo nuovo fidanzato che soprannominava “il frulla mogli” (e che si rivelò poi essere gravemente disturbato e violento); sempre più infelice iniziò a scaricare la sua rabbia su tutti, arrivando anche a chiudere fuori casa la baby sitter in diverse occasioni. Non riuscendo più a tenere la situazione sotto controllo, la madre decise di mandarlo a vivere col padre in una comunità di taglialegna. Ma le cose non fecero che peggiorare. Kurt si vergognava della sua famiglia e si sentiva diverso dagli altri bambini che frequentava a scuola, anche per via dei suoi interessi artistici, che nessuno sembrava condividere e che venivano banalizzati (quando non ridicolizzati) dal padre, che voleva fare di lui uno sportivo o un marine. Fu così che iniziò ad isolarsi sempre di più, a sottrarsi ai lavori domestici, e a sfogare sadicamente la sua rabbia sui fratellastri. A quel punto anche il padre, esasperato, decise di cacciarlo di casa. Siccome in quel periodo la madre era in crisi per la fine burrascosa della sua relazione abusante col “frulla mogli”, Kurt fu sballottato da diversi parenti. Anche quando, anni dopo, tornò a vivere con la madre, la relazione tra i due non migliorò significativamente, perché nel frattempo lei aveva sposato un alcolista, e Kurt aveva iniziato a fumare regolarmente marijuana (a partire dai 13 anni), ed era sempre più svogliato e ribelle. Quando raggiunse la maggiore età e scelse di abbandonare gli studi (all’ultimo anno di corso), la madre, esasperata dal suo menefreghismo e dalla sua pigrizia (tutto quello che voleva fare era fumare erba, dipingere e suonare), lo cacciò di casa. Fu così che per un breve periodo si ritrovò a vivere da nomade e fu costretto ad arrabattarsi per tirare avanti (la canzone “something in the way” riflette lo stato d’animo di quel periodo).

A quattordici anni, però, Kurt ebbe una folgorazione, scoprì il punk rock e si rese conto era quello che avrebbe sempre voluto fare. Del resto la scena underground era popolata da un gruppo di outsider-disadattati come lui, che tramite la musica esprimevano con la massima spontaneità e rumorosità il loro senso di alienazione e l’alterità nei confronti del “mainstream”. Finalmente Kurt iniziava a sentirsi un po’ meno solo ed incompreso; aveva nuovi strumenti per esprimersi creativamente (nel frattempo uno zio gli aveva regalato una chitarra elettrica), e cominciava a realizzare di avere del talento musicale. Non gli restava che fondare una band e cercare di far conoscere al mondo la sua musica; per il resto della sua vita gran parte delle sue energie furono focalizzate in quella direzione.

 

Maree emozionali, diversità, ispirazione ed evasione

Una delle prime cose che balzano agli occhi osservando il tema natale di Kurt è la predominanza dell’elemento acqua, con ben 8 pianeti distribuiti nei tre segni ad esso associati (Cancro, Scorpione e Pesci). L’elemento terra ha un’importanza secondaria, ma non trascurabile, per via della presenza dell’ascendente, di Urano e di Plutone nel segno della Vergine; mentre nessun pianeta si trova in segni di aria e di fuoco.

La predominanza dell’elemento acqua è indicativa di una natura estremamente sensibile, di confini labili rispetto alle influenze del mondo esterno, e di un’emotività molto pronunciata che però può divenire esasperata. L’assenza dell’elemento aria, associato al pensiero (funzione psicologica opposta all’emozione secondo la psicosintesi e la psicologia junghiana), in un tema con molta acqua può infatti segnalare una difficoltà nella gestione delle proprie emozioni, e il rischio di esserne sopraffatti. Le persone molto emotive hanno spesso la tendenza ad identificarsi in modo eccessivo con le loro emozioni al punto da finire per esserne divorati, perché faticano a far luce sui pensieri che le alimentano e a controllarli.

Tutti i pianeti del tema sono in segni femminili con direzione energetica introvertita; considerata la compresenza di forti valori lunari, venusiani e nettuniani, non stupisce che Kurt provasse una forte insofferenza nei confronti degli atteggiamenti sessisti e degli stereotipi maschilisti, che prediligesse compagnie femminili, e che durante l’adolescenza strinse un forte legame d’amicizia con un ragazzo gay, lasciando credere di essere omosessuale, pur di essere evitato dagli omofobi.

In effetti Kurt era anche un introverso, curiosamente affascinato dalle tartarughe, animaletti che procedono lentamente e che possono ritirarsi nel loro guscio per autoproteggersi, mandando al mondo esterno un segnale del tipo: “fanculo, non mi esibirò per te!” (citazione).

Che Kurt Cobain fosse un outsider straordinariamente creativo, dalla natura complessa e contraddittoria, potenzialmente in grado di esercitare un forte impatto sugli altri, credo sia evidente da una fugace osservazione del suo tema natale, agli occhi di chi conosce il linguaggio simbolico dell’astrologia.

L’influenza dei pianeti transpersonali (Urano, Nettuno e Plutone) ambasciatori di cambiamenti radicali (a livello individuale e collettivo), e traghettatori di contenuti sedimentati nell’inconscio personale (inferiore e superiore) e collettivo, in questo tema è fortissima e chiaramente non semplice da gestire.

Dobbiamo inoltre considerare che più si procede nella sequenza dei segni zodiacali, più aumenta la complessità della loro natura, e con i Pesci, che chiudono il ciclo, la tensione evolutiva raggiunge il massimo dell’intensità, e l’inquietudine sottostante al “divino scontento” (alimentata dal senso di separazione), se mal canalizzata, può assumere manifestazioni particolarmente distruttive. Nel tema di Kurt il Sole (luminare collegato al processo di individuazione e al senso di identità) in Pesci occupa la VI casa (adattamento alla realtà, ordinarietà) e governa la XII casa (trascendenza, straordinarietà), rendendo più acuta la tensione tra immanenza e trascendenza.

Con quattro pianeti nel segno dei Pesci, disposti da un Nettuno molto aspettato, Kurt era un nettuniano doc, dotato di una sensibilità eccezionale, di un fervida immaginazione e di talento artistico-musicale. Come molti nettuniani doveva però fare i conti con una schermatura protettiva troppo sottile nei confronti delle influenze del mondo esterno, con la tendenza ad evadere dalla realtà e con un’inquietudine di fondo piuttosto pronunciata che chiedeva senza sosta di essere placata. Il senso di diversità, tratto distintivo che accomuna molti nettuniani fin dall’infanzia, nel tema di Kurt risulta esasperato dalla congiunzione di Urano all’ascendente, che con Plutone guida una configurazione planetaria molto creativa denominata aquilone (su cui mi soffermerò in seguito). La combinazione di Urano e Plutone (entrambi retrogradi) in congiunzione all’ascendente rende conto dell’impatto magnetico e dirompente che Kurt aveva sugli altri e della potenzialità di riuscire a canalizzare, e a trasmettere efficacemente, contenuti canalizzati dall’inconscio collettivo in grado di risuonare profondamente nell’animo altrui; caratteristica comune solo ai grandi artisti.

La congiunzione di Urano all’ascendente è un aspetto molto elettrico, decisamente “punk” (nell’accezione più positiva del termine), che spinge verso l’espressione autentica della propria unicità senza compromessi, donando un forte amore per la libertà ma comportando però spesso una difficoltà di adattamento alle aspettative degli altri e alle convenzioni sociali (tratto che risulta esasperato dalla fase retrograda e dall’opposizione con Saturno). Kurt era uraniano anche nell’approccio alla chitarra, scelse infatti una “scomoda” impostazione da mancino, nonostante fosse ambidestro, per distinguersi dagli altri.

Sia Plutone che Urano sono insofferenti ai compromessi; la loro congiunzione all’ascendente rende conto della natura ribelle e provocatoria che Kurt era solito mostrare in tutte le situazioni in cui sarebbe stato richiesto un “adattamento” alle aspettative del music business e dei canali di informazione mainstream. Entrambi i pianeti sono inoltre retrogradi (il che enfatizza la ribellione nei confronti delle tendenze dominanti nella società), ed opposti a Saturno (autorità) in VII.

Episodi memorabili di questa irriverenza furono, ad esempio: sfasciare gli strumenti dopo un’esibizione in uno studio televisivo, andandosene nel bel mezzo di un frastuono di larsen, lasciando il conduttore in un vistoso imbarazzo. Oppure, presentarsi ad un’intervista televisiva indossando un vestito da damigella, color giallo limone; o ancora, trasformare l’obbligo di suonare in playback in un’occasione per sfottere tutti cantando con un’improbabile impostazione da crooner (solo la voce era in diretta…), ostentando la farsa di suonare in playback muovendosi fuori tempo e in modo assurdo, simulando anche una fellatio col microfono, per rendere la situazione ancora più grottesca. Potenziali problemi con l’autorità (e con regole e strutture) sono segnalati anche dalla congiunzione tra Chirone e Saturno, spesso indicativa del rifiuto dell’autorità o di ferite legate ad un’autorità rifiutante, e dall’opposizione tra Chirone ed Urano, spesso associata a ribellione nei confronti delle istituzioni.

La congiunzione di Plutone all’ascendente dalla XII casa può essere indicativa di un trauma avvenuto nel periodo immediatamente precedente alla nascita o di sensazioni angoscianti percepite attraverso la comunicazione intrauterina con la madre (le tematiche fetali macabre ricorrenti nell’album “in utero” saranno state, almeno in parte, eco di queste esperienze?) che in seguito possono dar vita ad un imprinting che porta a vedere il mondo come una sorta di campo minato. La congiunzione di Urano all’ascendente è invece generalmente associata ad una nascita traumatica o improvvisa, che può produrre un certo grado di shock e dar vita ad un imprinting del mondo esterno come un luogo imprevedibile e potenzialmente destabilizzante. Pur non conoscendo i dettagli della nascita di Kurt sappiamo che la sua attitudine nei confronti del mondo esterno era piuttosto difensiva ed ansiosa, e che come molti introversi trovava eccessivamente stimolanti le situazioni “cariche” a livello sociale. La conduttrice televisiva Serena Dandini che aveva conosciuto Kurt in occasione della partecipazione dei Nirvana alla trasmissione “tunnel”, disse di aver avuto la sensazione di avere a che fare con una persona indifesa e dalla sensibilità estrema, che dava l’idea di essere un cucciolotto braccato dal resto del mondo.

Plutone in casa XII in genere conferisce una particolare sensibilità nei confronti alle correnti distruttive dell’inconscio collettivo, e degli aspetti più oscuri della vita. E’ piuttosto frequente che un bambino con Plutone in questa posizione canalizzi una serie di dinamiche familiari disfunzionali, e che possa divenire il figlio sintomatico, arrivando a compiere atti antisociali, come avvenne nel caso di Kurt. Questo posizione di Plutone richiederebbe di integrare e trasformare la rabbia e l’odio sedimentate nell’inconscio collettivo e personale. A tal proposito è opportuno riportare che Kurt era ossessionato da incubi molto violenti e disturbanti, che ispirarono molti dei sui dipinti più inquietanti. Nonostante i consigli di una sua ex compagna non intraprese mai alcun tipo di percorso terapeutico.

 

Quando ero un alieno

Essendo il governatore dell’ascendente, Mercurio è un pianeta particolarmente rilevante nel tema di Kurt. La sua condizione per segno, casa ed aspetti a mio avviso ben riflette il senso di alienazione che lo portò ad identificarsi con “lo spirito punk”, e l’abilità con cui riusciva a stabilire una comunicazione emotiva molto intensa, immediata e spontanea con i suoi fan; caratteristica che lo portò a divenire (suo malgrado) il portavoce del disagio di una generazione (Mercurio è associato alla comunicazione).

Essendo il punto in cui la Terra incontra il cielo, ed esprimendo il tipo di energia con cui entriamo in contatto al momento della nascita, l’ascendente è uno dei fattori più caratterizzanti di un tema natale; il suo governatore può fornire indicazioni molto importanti sulla direzione che prenderemo nel corso della nostra vita. Se l’ascendente può essere pensato come la nave con la quale iniziamo il nostro viaggio verso l’individuazione, il suo governatore può essere pensato come il timone che ci servirà per orientarci ed arrivare a destinazione.

Secondo i criteri dell’astrologia ellenistica Mercurio è particolarmente debole nel segno dei Pesci nel quale ha il suo esilio e la sua caduta; ciò in genere comporta la sensazione di “non sentirsi a casa” nell’esprimere la funzione mercuriale e di avere delle difficoltà “a far sentire la propria voce”. Sensazioni a cui spesso si associano circostanze esterne che limitano o inibiscono la socievolezza e la capacità di esprimersi a livello comunicativo; il moto lento ed il posizionamento in VI casa (non configurata da un aspetto maggiore con l’ascendente) sono ulteriori fattori di debilitazione. Anche dal punto di vista dell’astrologia moderna, psicologicamente orientata, quel Mercurio in Pesci in VI casa ben riflette il senso di alienazione che Kurt provò fin dalla preadolescenza, la sua difficoltà di adattamento all’ambiente circostante, e l’isolamento sociale a cui si era ridotto negli anni successivi alla separazione dei genitori. L’opposizione tra Mercurio ed Urano (l’outsider dello zodiaco) a livello simbolico ben riflettete un trauma legato all’improvvisa e precoce rottura della propria routine domestica (VI casa). Questo aspetto ci parla inoltre di un sistema nervoso particolarmente sollecitato, e di una mente anticonvenzionale, continuamente in fermento e difficile da arrestare (le caratteristiche del Kurt bambino iperattivo da sedare).

L’opposizione tra Mercurio e Plutone è un aspetto dinamico in grado di apportare intensità e passionalità alla comunicazione rendendola particolarmente efficace. Una precoce falsazione a livello comunicativo (in genere avvenuta nell’ambito famigliare) può però comportare una generale sfiducia nei confronti degli altri, rendendo la mente un po’ contorta, soggetta a pensieri ossessivi e paranoidi. Siccome Plutone si trova in un settore dello zodiaco collegato all’inconscio (la XII casa) credo che questo aspetto ben rifletta l’abilità che Kurt possedeva riuscire a comunicare efficacemente contenuti canalizzati dall’inconscio collettivo riguardanti la rabbia, l’angoscia e gli aspetti più oscuri della vita. Dobbiamo inoltre considerare che Mercurio in Pesci è molto fantasioso e può esprimersi eccellentemente a livello artistico riuscendo a smuovere delle leve molto profonde nell’animo altrui; la congiunzione con Venere (larga ma “rafforzata” dall’aspetto di parallelo) rende la comunicazione suadente e in genere apporta un bel timbro vocale, mentre i trigoni con Giove e Nettuno (suoi dispositori) segnalano la possibilità di riuscire a superare le iniziali difficoltà espressive, ed enfatizzano l’abilità di canalizzare le proprie intuizioni in ambito artistico scegliendo metafore ed immagini particolarmente evocative per la loro efficacia simbolica (Giove-Nettuno).

Mercurio è anche congiunto a Chirone, aspetto che rende la mente ancora più caotica, disorganizzata e difficile da disciplinare, e che tende quindi ad accentuare la natura ribelle dell’opposizione Urano-Mercurio, apportando al contempo una capacità percettiva molto incisiva, istintiva ed immediata. Questa configurazione può rendere conto dell’immediatezza con cui Kurt scriveva i testi dei Nirvana, ricomponendo frammenti delle sue poesie in base all’ispirazione del momento ed alla musicalità delle parole. Testi che pur essendo criptici e suscettibili di diverse interpretazioni (quando non apparentemente insensati), riuscivano comunque ad essere particolarmente incisivi, evocando immagini ed emozioni molto profonde nei fan dei Nirvana.

Kurt aveva un ascendente Vergine decisamente sui generis, colorato a tinte forti dalla congiunzione di Urano e Plutone (pianeti transpersonali legati alle trasformazioni radicali che poco hanno in comune con gli aspetti più morigerati e conservatori del segno in cui si trovano), ed influenzato dal sottotono Pesci (segno opposto alla Vergine) che Mercurio (suo governatore) gli conferiva.

Nonostante le prime impressioni ed il look trasandato, nel profondo Kurt mostrava tratti verginei piuttosto marcati; era infatti una persona molto umile, con un forte senso autocritico che lo spingeva a lavorare senza sosta per cercare di migliorarsi. Questa scrupolosità però investiva quasi esclusivamente il suo lavoro da musicista. Del resto il Sole e Mercurio (governatore dell’ascendente) si trovano in una casa legata all’espressione delle proprie risorse (la VI) nel segno artistico dei Pesci, e Mercurio governa anche il Medio Cielo, punto del tema natale collegato alla carriera e all’autorealizzazione. Durante i suoi primi lavoretti, al contrario, Kurt dimostrò un menefreghismo assoluto, comportandosi in più di un’occasione da scansafatiche e da furbacchione; anche la sua routine domestica (altra tematica da VI casa), alimentazione compresa, era all’insegna della caoticità pescina.

 

Il bimbo ferito

Probabilmente i genitori di Kurt non avevano gli strumenti necessari per comprendere un bambino così sensibile e complesso, che rispondeva alla sofferenza chiudendosi e ribellandosi, e finirono loro malgrado per ingigantire il trauma della separazione ignorando il suo grido d’aiuto anziché aiutarlo ad elaborare la separazione, accogliendo anche i suoi sentimenti negativi. Dobbiamo considerare che Kurt nel giro di pochi anni passò dall’essere il pupillo dei familiari, sempre al centro dell’attenzione di tutti, al divenire un bambino un po’ problematico, da sedare con psicofarmaci (nel periodo in cui i problemi tra i genitori cominciavano ad acuirsi), per poi essere allontanato dalla persona che amava di più al mondo (la madre). Un bambino con la Luna in Cancro ha un grande bisogno di sentirsi “protetto” ed emotivamente rassicurato dalla madre, tende a sviluppare un legame molto intenso con lei e ad avere una forte nostalgia dell’infanzia, ed ha un forte bisogno di sperimentare la casa come un luogo di contenimento emotivo.

Per quello che sappiamo dai dati biografici, Kurt ebbe una prima parte dell’infanzia felice ed un buon rapporto con la madre (nei primi anni di vita). In effetti nel suo tema natale la Luna è ben aspettata nel segno del suo domicilio, ma ci sono anche indicazioni di una ferita affettiva potenzialmente inerente ad una separazione. La congiunzione tra Venere, Saturno e Chirone in VII casa (collegabile anche al primo modello di relazione, quella tra i genitori) in opposizione a Plutone ed Urano è particolarmente significativa al riguardo. Anche gli aspetti dinamici di Mercurio hanno la loro rilevanza perché il pianeta è simbolicamente collegato ad eventi legati all’adolescenza ed alla preadolescenza, e perché nel tema di Kurt, Mercurio governa la X casa, uno dei poli dell’asse genitoriale. Inoltre il posizionamento di Chirone in VII casa è spesso associato a profonde ferite provocate dalla separazione di una persona amata, e la congiunzione Chirone-Venere va nella stessa direzione interpretativa segnalando una doppia enfasi e parlandoci di una ferita da abbandono, da rifiuto o da tradimento che può compromettere profondamente il senso di valore personale e l’autostima, e portare ad una condizione di dipendenza affettiva o a relazioni “tossiche”. L’opposizione Chirone-Plutone indica che ferite precoci possono aver lasciato un senso di precarietà, rabbia e risentimento, e vorrebbe portare a venire a patti con i propri demoni interiori e con la propria ombra.

Nel tema di Kurt la Luna è particolarmente forte, secondo i criteri dell’astrologia ellenistica, essendo il luminare della fazione (la nascita è notturna), nel suo domicilio, in una casa angolare, in fase crescente, ed avendo moto veloce. Inoltre è il dispositore finale del tema (utilizzando lo schema moderno dei governatori), e riceve per triplicità tutti i pianeti del tema. La Luna forma inoltre un aspetto di trigono con Mercurio, pianeta al quale è legata anche tramite una ricezione termine-triplicità che intensifica ulteriormente la connessione emozione-comunicazione. Credo che questa Luna così importante sia un’ulteriore conferma della capacità che Kurt aveva di far vibrare con la sua musica delle corde molto profonde nell’animo dei suoi fan.

Quel dannato dolore allo stomaco

Kurt soffriva di atroci dolori allo stomaco che nessun medico riuscì a guarire e la cui diagnosi rimase incerta (i Pesci nella VI casa sono indicativi al riguardo), ed arrivò a giustificare il suo uso regolare di eroina sostenendo che solo quando era fatto il dolore gli dava un po’ di tregua.

Dal punto di vista psicodinamico però sappiamo che l’automedicazione tramite l’uso di sostanze stupefacenti, nella maggior parte dei casi è un tentativo che la persona mette in atto per potenziare i meccanismi di difesa dell’Io e per curare una condizione di sofferenza psichica, cercando di autoregolare emozioni troppo acute e disturbanti.

Con buona probabilità i disturbi di Kurt avevano una natura psichica, come alcune connessioni tra la VI casa e la XII casa sembrano far pensare: il Sole (vitalità) in VI che governa la XII, e Mercurio (governatore dell’ascendente) in VI opposto a Plutone in XII. Se pensiamo che la gastrite psicosomatica è un meccanismo auto-aggressivo che ha alla base una rabbia che vorrebbe scoppiare ma che invece ribolle e corrode dall’interno, ciò sembra rispecchiare il vissuto depressivo di Kurt, e ci riporta a quella Luna in Cancro (stomaco) che è il dispositore finale di un tema con un enfasi “eccessiva” dell’elemento acqua, e a quel Marte molto potente (ma in gran parte represso) che dispone di Plutone in XII, portatore di crisi di dissoluzione a scopo evolutivo. Questa posizione di Plutone è spesso indicativa di “confini egoici” piuttosto sottili, e di una paura inconscia di perdere il controllo della propria vita. A causa della forte spinta alla trascendenza e della sensazione di non essere realmente ciò con cui ci si identifica, è piuttosto comune provare un forte senso di alienazione e sperimentare ciclicamente delle crisi in cui tutto ciò che non rispecchia la propria identità sembra dissolversi. Lo scopo evolutivo di queste crisi dovrebbe essere quello di dissolvere le barriere tra il senso di identità e la Sorgente.

Inoltre, in seguito ad esperienze traumatiche di abuso (anche psicologico) e di deprivazione, come quelle vissute da Kurt, si vengono a creare le condizioni che permettono l’interiorizzazione di un personaggio interiore (una subpersonalità per la psicosintesi) abusante che mobilita rabbia contro se stessi. In molti testi dei Nirvana (“negative creep” su tutti) è possibile percepire l’eco della voce sadomasochistica di questo personaggio (il sadomasochismo è simbolicamente associato alla polarità Vergine-Pesci e all’asse VI-XII) , e se c’è una droga che intorpidisce l’aggressività verso se stessi, è proprio l’eroina, la droga nettuniana per eccellenza.

Il rapporto ambivalente col successo

Anche se Kurt finì per essere travolto dal successo, all’inizio lo desiderava, ci credeva ed era determinato a raggiungerlo. Il trigono tra il Sole e Marte, che coinvolge la VI e la II casa conferisce la capacità di lottare (Marte) per autorealizzarsi (Sole) e per esprimere al meglio le proprie risorse (II-VI); mentre Plutone congiunto all’ascendente, in testa (con Urano) alla configurazione dell’aquilone, conferisce la motivazione e la spinta necessaria a perseverare nonostante gli ostacoli. Non dobbiamo dimenticare che il successo commerciale di Nevermind arrivò dopo anni di duro lavoro ed una lunga gavetta “on the road” all’insegna della precarietà economica e di problemi di salute che avrebbero potuto scoraggiare non pochi musicisti. Nonostante la flemma tipica dei segni d’acqua, Kurt aveva anche una natura volitiva piuttosto marcata associabile al trigono tra il Sole e Marte (nel passionale segno dello Scorpione) e alla posizione dominante di Plutone. Nei Nirvana esercitava il pieno controllo su gran parte delle scelte artistiche e sulle questioni collaterali di ordine pratico; era il leader ed aveva l’ultima parola su tutto.

La copresenza della Luna e di Giove nel segno del Cancro nel tema di Kurt segnala una profonda sensibilità e dell’abilità di creare musica che sia la diretta espressione delle emozioni più profonde; il fatto che entrambi i pianeti svettino in X casa (settore più alto del cielo), oltre a conferire una certa ambizione, è un classico indicatore di successo e di popolarità.

Inoltre Giove è congiunto alla stella fissa Procione, la più luminosa della costellazione del Cane Minore, associata ad una rapida e breve ascesa al successo; mentre la Luna è congiunta a Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno, appartenente alla costellazione del Cane Maggiore; associata all’ottenere più di quanto ci si possa aspettare dai propri sforzi. *

Nonostante Kurt aspirasse al successo e fosse determinato a raggiungerlo, quando lo ottenne si rese conto di non essere pronto a reggere tutte le responsabilità e le pressioni che la vita da rockstar comportava. Paradossalmente era infastidito dal fatto che molti nuovi fan del gruppo non appartenessero alla scena underground, e finì per detestare “smells like teen spirit” che ai suoi occhi divenne il simbolo di una popolarità mal riconosciuta, colpevole di aver fatto presa su così tante persone “ordinarie”, estranee allo spirito underground del gruppo. Una situazione veramente paradossale, considerando che in quel periodo, mentre la congiunzione tra Nettuno ed Urano in Capricorno acuiva la ribellione nei confronti della cultura pop, molte radio furono costrette a trasmettere quel pezzo rumoroso e dall’attitudine punk, che non avrebbero mai trasmesso in precedenza, solamente perché in quel momento i Nirvana erano la rock band più popolare del pianeta!

Il successo arrivò improvvisamente, al secondo passaggio di Urano in opposizione alla Luna di Kurt ed ebbe una portata immensa, come l’onda troppo alta di uno tsunami emotivo, difficile da gestire per una persona così vulnerabile. Ad aumentare a dismisura non erano solo i fan, ma anche le responsabilità, le pressioni della casa discografica, e le attenzioni dei media, con le loro critiche, i loro giudizi e le menzogne dei giornalisti, al contempo diventava sempre più difficile ritagliarsi degli attimi di privacy. In seguito a tutte queste pressioni i problemi di salute di Kurt peggioravano, e l’eroina doveva sembrargli sempre più un magico rimedio per evadere da tutto, in compagnia di quella svitata della moglie, anche se dopo i trip, ritornare all’ordinarietà diventava sempre più difficile.

A mio avviso la difficoltà a gestire le pressioni del successo, nel tema di Kurt, può essere segnalata anche dai quadrati che il Mediocielo in Gemelli forma con tutti i pianeti coinvolti nelle opposizioni ai margini dell’aquilone. Inoltre, la reputazione di Kurt peggiorò sensibilmente in seguito alla sua relazione con Courtney Love che su quel Mediocielo piazzava la sua congiunzione Venere-Marte in Gemelli.

* interpretazioni dei significati delle stelle fisse tratte da: “Brady’s book of fixed stars” di Bernadette Brady *

Confini sfocati, semplicità e spontaneità

Kurt non era certo un virtuoso della chitarra, prese poche lezioni da un insegnante e non conosceva la teoria musicale, ma era molto creativo in fase compositiva e straordinariamente espressivo e spontaneo a livello vocale.

L’uso ricorrente dei power chord (accordi con la quinta e l’ottava aggiunte alla nota fondamentale, che hanno un suono particolarmente corposo se suonati distorti) conferisce semplicità al processo di scrittura musicale ed una certa libertà espressiva alla melodia. Spesso nella progressione di accordi dei pezzi dei Nirvana Kurt inseriva dei cromatismi uscendo dalla chiave del pezzo, questa scelta, oltre a suonare bene, conferisce la sensazione di una mancanza di chiare barriere armoniche e riflette la mutevolezza pescina-nettuniana dell’indole di Kurt. Diversi aspetti della musica e dei testi dei Nirvana sembrano quindi rimandare ad una mancanza di definizione e a confini sfocati, che possono essere ricondotti alla natura dissolvente e trascendente di Nettuno. Lo stesso concetto di “Nirvana” indicando uno stato di ritorno all’unità e di liberazione della tirannia della mente che si sperimenta quando l’Io viene trasceso, è molto nettuniano. Ed è proprio al Nirvana che il segno dei Pesci e il pianeta Nettuno nella loro espressione più evoluta vorrebbero portare. L’evasione della realtà tramite l’uso di sostanze stupefacenti purtroppo è spesso la scorciatoia di un’inquietudine mal indirizzata, che anziché spingere verso l’unificazione porta all’autodistruzione (degradazione dell’archetipo di Nettuno e polarità negativa della XII casa).

Un aquilone vola alto nel cielo

Nel tema di Kurt diversi pianeti sono coinvolti in una configurazione dal grande potenziale creativo denominata aquilone, formata da un grande trigono che riceve un’opposizione ad uno dei suoi poli, che si ricollega tramite due sestili con gli altri due poli. Questa configurazione implica la possibilità di riuscire a canalizzare efficacemente lo spontaneo flusso di energie del grande trigono (spesso associato ad un talento in relazione all’elemento e ai pianeti coinvolti), riducendo i rischi di ristagno e di pigrizia. La tensione alla base dell’opposizione tra il pianeta in testa all’aquilone e quello in coda può infatti fungere da spinta propulsiva che permette alla configurazione di “prendere il volo” se le energie in gioco vengono opportunamente integrate.

Nel tema di Kurt il “telaio centrale” dell’aquilone è formato dal grande trigono d’acqua tra Giove in Cancro, Nettuno in Scorpione, e Venere in Pesci (in coda all’aquilone) che si oppone ad Urano in Vergine (in testa all’aquilone), in aspetto di sestile con Giove e Nettuno. A questi pianeti si associano Plutone (in testa all’aquilone con Urano), e Saturno, Mercurio e Chirone in coda all’aquilone con Venere. Le orbite di Mercurio sono le più larghe della configurazione ma il pianeta gioca comunque un ruolo rilevante, essendo il governatore dell’ascendente, e formando un aspetto di parallelo sia con Venere che con Saturno (i tre pianeti hanno uguale declinazione).

Venere nel segno fantasioso ed empatico dei Pesci ha la sua esaltazione e può quindi esprimere le sue caratteristiche al massimo livello (in positivo così come in negativo), supportata dal trigono con entrambi i suoi dispositori Giove e Nettuno, a loro volta collegati da un aspetto di trigono; il potenziale creativo di questa configurazione è immenso! Nettuno è infatti l’ottava superiore di Venere, ed entrambi i pianeti sono collegati alla ricerca dell’armonia e all’espressione artistica, l’influenza di Giove (esaltato nel segno del Cancro) non fa che alimentare l’immaginazione ed il trasporto emotivo, esasperando la sensibilità.

Venere governa la II casa (le proprie risorse, anche economiche) e la parte di fortuna, il che fa pensare all’opportunità di ottenere successo e di guadagnare attraverso l’espressione artistica. Il suo posizionamento in VII casa è un ulteriore indicatore (oltre alla Luna e a Giove in X) della possibilità di ottenere un buon riscontro dal pubblico.

Dobbiamo però considerare che quella Venere in VII è anche uno dei principali indicatori della ferita emotiva che ha segnato così profondamente l’animo di Kurt nell’infanzia e nell’adolescenza, per via dell’opposizione con Urano e Plutone, della congiunzione con Chirone, e dell’aderenza a Saturno (congiunzione entro i 3 gradi col pianeta più insidioso del tema, contrario alla fazione notturna). Ed è inoltre collegata da una larga congiunzione e da un aspetto di parallelo a quel Mercurio così alienato e disadattato.

A mio avviso la configurazione dell’aquilone rende conto di come Kurt sia riuscito ad arrivare al successo (ed al cuore dei suoi fan) partendo da una situazione molto difficile di abbandono, deprivazione ed alienazione (segnalate in particolar modo dalle opposizioni tra i pianeti in testa e in coda all’aquilone, con i fattori di debilitazione associati), convogliando la sua sensibilità e la sua immaginazione (grande trigono d’acqua che coinvolge Venere e Nettuno), divenendo suo malgrado portavoce di una generazione (coinvolgimento di Mercurio in aspetto a pianeti transpersonali) canalizzando la rabbia ed il risentimento collettivi (Plutone in XII) esprimendosi attraverso un genere musicale spontaneo ed anticonvenzionale (Urano retrogrado congiunto all’ascendente).

La spirale autodistruttiva: saremo i nuovi Sid e Nancy

Courtney Love sembrava la donna ideale per canalizzare le proiezioni più oscure dell’anima di Kurt (nel senso junghiano del termine); essendo una musicista tossicomane – anche lei “curata” col ritalin da bambina – (Venere-Nettuno e Venere-Chirone), ribelle (Venere-Urano), manipolatrice e seduttiva (Venere-Plutone), decisamente impulsiva e trasgressiva (Lilith in Ariete in VII). Inoltre aveva sia il Sole che la Luna nel segno del Cancro, congiunti alla Luna di Kurt, il luminare più forte ed evocativo del suo tema natale.

In seguito alla relazione con Courtney i problemi di tossicodipendenza di Kurt si acuirono, e i due divennero una delle coppie più autodistruttive del rock, sempre più persi nei loro trip da eroina, fino a raggiungere il capolinea perdendo per un breve periodo l’affidamento della loro figlia, che secondo le indiscrezioni di Vanity Fair nacque tossicodipendente, (di fatto lo divenne durante l’adolescenza).

Breve cronologia astrologica: l’apice del successo e l’autodistruzione

Durante la fase di gestazione di Nevermind (la quasi totalità dei pezzi fu composta tra la metà del 1989 e i primi mesi del 1990, in seguito furono apportate delle modifiche) Giove transitava nella X casa di Kurt (carriera, autorealizzazione) congiungendosi dapprima alla Luna, per poi ritornare alla sua posizione natale, segnalando una fase potenzialmente molto feconda ed ispirata nell’ambito dell’espressione delle proprie risorse (X casa).

Sullo sfondo Nettuno formava un lungo transito di opposizione alla Luna, stimolando l’immaginazione ed acuendo la sensibilità di Kurt, mentre Plutone di transito formava un aspetto di trigono con Mercurio (governatore dell’ascendente e del Mediocielo), andando a ristabilire una connessione già presente alla nascita tra i due pianeti, rendendo la comunicazione più intensa e rafforzando l’impatto della sua espressività.

Durante la registrazione di Nevermind Urano formava una stretta opposizione alla Luna, rendendo l’atmosfera più elettrica e stimolando le ispirazioni fulminee necessarie per apportare le ultime modifiche ai brani e per le scelte di mixaggio.

Sia il luminare della fazione notturna (la Luna) che il governatore dell’ascendente (Mercurio) erano quindi entrambi interessati da transiti maggiori di pianeti transpersonali “dominanti” nel tema natale (Plutone e Urano sono congiunti all’ascendente, e Nettuno dispone dello stellium in Pesci), che venivano quindi riattivati.

In quel periodo, inoltre il Sole progresso (identità in evoluzione-creatività) formava un aspetto di trigono con Giove (progresso e radicale) e con Nettuno, segnalando un incremento dell’ispirazione artistica ed una fase di picco nell’espressione creativa.

Nel periodo immediatamente successivo all’uscita di Nevermind, coincidente con l’improvvisa esplosione del successo dei Nirvana, il Mediocielo (autorealizzazione, vocazione, riscontro del mondo esterno) progresso di Kurt si congiungeva alla Luna radicale (di nascita) che riceveva la seconda opposizione di Urano (astro legato ai cambiamenti improvvisi), rimarcando la possibilità di raggiungere la “popolarità”, mentre il Sole progresso si congiungeva a Venere, segnalando un periodo particolarmente fecondo sia dal punto di vista artistico che sentimentale (nel frattempo la relazione tra Kurt e Courtney si stava consolidando). E’ importante considerare che nel tema di Kurt Venere è particolarmente forte; governa la II casa (guadagni-risorse) e la parte di fortuna (possibile indicatore di prosperità), e secondo i canoni dell’astrologia ellenistica è il pianeta (personale) che ha la maggior probabilità di apportare effetti desiderati, essendo il “benefico” della fazione notturna.

Come sappiamo, però, nella vita di Kurt il successo si era legato a doppio filo con l’autodistruzione, e anche nel periodo potenzialmente più felice della sua vita, non mancarono aspetti di tensione.

I transiti di opposizione che Nettuno e Urano, in IV casa, formavano con la Luna in X, segnalavano anche l’inasprirsi del conflitto (opposizione) tra l’investimento nella sfera pubblica e in quella privata dell’esistenza, e il turbinio emotivo di quel periodo, che ebbe delle ripercussioni sulla salute fisica di Kurt (la Luna in Cancro – stomaco – riceveva aspetti stressanti). Sincronicamente Plutone di transito si congiungeva con Nettuno andando ad esasperare le crisi dissolutive e la tendenze ad evadere dalla realtà tramite il ricorso a paradisi artificiali. Questo transito, apparentemente “minore” (a riceverlo non è un pianeta personale) è coinciso con il periodo più distruttivo della vita di Kurt, bisogna infatti considerare che Nettuno è il dispositore dello stellium in Pesci, e che governa la VII casa (relazioni). E fu proprio in seguito alla relazione con Courtney che Kurt passò dalla tossicomania alla tossicodipendenza, intrattenendo contatti sempre più assidui con una serie di spacciatori privi di scrupoli (Plutone in III in congiunzione a Nettuno).

Il periodo più buio della vita di Kurt, quello in cui i suoi problemi di tossicodipendenza divennero esasperati al punto da rendere indispensabile un trattamento urgente di disintossicazione, fu pesantemente segnato dall’influenza di Saturno, pianeta che secondo i criteri dell’astrologia ellenistica tende ad essere particolarmente insidioso per una nascita notturna, e che dal punto di vista dell’astrologia moderna può risultare particolarmente pesante per chi ha una forte influenza nettuniana-pescina (non ben integrata o vissuta ad un basso livello di coscienza) nel proprio tema natale, e ha delle serie difficoltà a venire a patti con la “realtà”.

Negli ultimi mesi della vita di Kurt il Sole progresso si congiungeva al Saturno di nascita, mentre Saturno di transito si congiungeva al Sole natale in VI casa (salute), segnalando (per doppia enfasi) la possibilità di vivere un periodo di scarsa vitalità e di forte abbattimento morale, che nel caso di Kurt coincise con la fase più acuta della sua tossicodipendenza e si manifestò sotto forma di gravissime crisi depressive accompagnate da impulsi suicidi.

In quel periodo la sua famiglia si stava sfasciando e il gruppo rischiava di sciogliersi. Dave Grohl e Krist Novoselic gli diedero un ultimatum affinché si ripulisse e Courtney (prevedendo di essere lasciata, o temendo di perdere il controllo della situazione e del patrimonio), si stava informando per ingaggiare il più stronzo degli avvocati divorzisti (sarebbero state parole sue…). Kurt non riusciva più a vedere uno spiraglio di luce, era depresso fino al midollo, aveva perso la motivazione, l’ispirazione artistica, e gran parte dei suoi amici. Gli era rimasta solo una dipendenza che lo stava consumando e annebbiando sempre più voracemente. Pochi giorni dopo aver tentato di iniziare una terapia disintossicante scappò dalla clinica e si suicidò.

Il tema del ritorno solare del 1994 (avvenuto un mese e mezzo prima del trapasso) è particolarmente insidioso per via della sovrapposizione tra la XII casa di rivoluzione e la VI casa natale, che comprende una congiunzione tra il Sole, Saturno e Mercurio (in fase retrograda). Questa configurazione ben riflette l’ultimo disperato tentativo di disintossicazione, le tendenze autodistruttive e l’isolamento degli ultimi giorni (fattori associabili alla XII casa).

Il tema dell’ultimo ritorno lunare presenta delle risonanze significative con quello del ritorno solare (entrambe le carte hanno l’ascendente Ariete e una concentrazione di pianeti in XII), circostanza spesso indicativa del materializzarsi di eventi segnalati a livello potenziale nella carta annuale.

Nella tema del ritorno lunare alla congiunzione tra Saturno e Mercurio in XII, si aggiunge Marte, che governa l’ascendente in Ariete. Ciò sembra essere particolarmente significativo, considerando che Kurt si è sparato (Marte) mentre era sotto l’effetto di un’ elevatissima dose di eroina (Pesci-Nettuno), dopo essere evaso dalla clinica in cui avrebbe dovuto disintossicarsi ed essere scomparso (XII). In entrambe le carte Plutone si colloca in VIII casa (e la governa) insieme al nodo Nord, configurazione che non necessariamente implicava la morte fisica ma che avrebbe richiesto una profonda trasformazione per ricontattare le proprie motivazioni.

Al momento del suicidio Marte transitava nel segno dei Pesci e si opponeva alla congiunzione Urano-Plutone, una configurazione che simbolicamente rispecchia un gesto impulsivo e violento sotto l’effetto di droghe. In quel periodo Nettuno progresso per arco solare si congiungeva esattamente al Fondocielo, e il Nodo Nord si congiungeva a Nettuno segnalando l’enfasi di una problematica nettuniana e la volontà di evadere da quella situazione di estrema sofferenza.

E bene chiarire che i vari indicatori astrologici non segnalavano nel dettaglio quello che sarebbe accaduto (pur fornendo informazioni molto chiare sulle difficoltà che caratterizzavano il periodo), e che Kurt avrebbe potuto scegliere diversamente. Evidentemente era arrivato al limite della sopportazione e non riusciva più a reggere il peso della sua sofferenza e ad intravedere uno spiraglio di luce alla fine del tunnel.

Poco dopo la morte di Kurt, in seguito ai dubbi sollevati da Tom Grant (l’investigatore privato assoldato da Courtney Love in seguito alla sparizione di Kurt dal centro di disintossicazione), molte persone iniziarono a credere all’ipotesi di omicidio. Nonostante la presenza di alcune apparenti incongruenze e la pessima reputazione di Courtney, descritta da molte persone come un’ incallita manipolatrice, arrivista e priva di scrupoli, non credo che abbia potuto arrivare a commissionare l’omicidio del padre di sua figlia.

Purtroppo quando appresi della notizia del suicidio di Kurt non ne rimasi completamente sorpreso.  Era come se una parte di me se lo aspettasse. Meno di due mesi prima ero tra il pubblico in quello che sarebbe diventato il penultimo concerto dei Nirvana, e me ne andai pervaso da una pessima sensazione. Kurt sembrava esserci solo a livello fisico, suonava e cantava in modo meccanico e dava l’impressione di essere totalmente assente, intorpidito e gravemente depresso. Col senno di poi il video di “heart shaped box” mi sembrò sempre più il triste (e consapevole) annuncio della fine del viaggio di un anti-eroe nettuniano che scelse l’immortalità, entrando nell’olimpo delle rockstar maledette, ma che al Nirvana, purtroppo, non arrivò mai.

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