Leone: luci ed ombre del segno

Premessa: nel gergo dell’astrologia popolare, dire che una persona è “del Leone” significa che al momento della sua nascita il Sole si trovava in quel segno.

Siccome il Sole occupa una posizione centrale nel Sistema Solare e, dal punto di vista astrologico, è associato al senso di identità e al processo di individuazione, la sua posizione per segno zodiacale può essere considerata la “nota di fondo” di ogni progetto esistenziale; la sua essenza archetipica.

Solo l’analisi del tema natale nella sua interezza potrà però aiutarci a definire in modo accurato come le energie del segno solare tenderanno a dispiegarsi nella vita di ciascun individuo, in funzione del resto del contesto (non solo astrologico, ma anche famigliare-sociale e storico-culturale).

Luci ed ombre del segno dovranno essere rapportate anche al livello di coscienza della persona, una variabile non direttamente deducibile dall’osservazione di un tema natale.

Nota: se conosci solo il tuo segno zodiacale (solare) considera che anche l’Ascendente e la Luna caratterizzano intensamente l’espressione della nostra individualità.

La triade Sole-Luna-Ascendente può essere un buon punto di partenza per muovere i primi passi nell’interpretazione di un tema natale.

Una persona con il Sole, la Luna e l’Ascendente (oppure una concentrazione pianeti) nel segno del Leone, sentirà una risonanza più intensa con l’intera gamma di sfumature dell’archetipo, rispetto a chi ha “solamente” il Sole nel segno.

Identikit astrologico

All’interno del ciclo zodiacale il Leone si distingue per essere un segno:

maschile: con energia di tipo yang;

fisso (il Sole transita nel segno durante la fase centrale della stagione estiva) : caratterizzato da un principio di stabilizzazione e di autocentramento;

appartenente all’elemento fuoco: energia radiante, fiducia, iniziativa.

Il suo “pianeta” guida è:

Il Sole, che rappresenta: l’energia vitale, l’impulso a realizzare il nostro progetto esistenziale, il centro di volontà e di coscienza della nostra personalità (l’Io), il principio di coesione e di integrazione che ci permette di dare un senso di continuità al nostro vissuto, il processo di individuazione, la luce della coscienza, l’aspetto paterno del maschile.

Secondo l’astrologia ellenistica il Sole è inoltre un importante indicatore del nostro modo di pensare, della nostra attitudine generale nei confronti della vita, e della nostra intelligenza, in senso generale (attribuzione spesso ignorata dall’astrologia moderna).

Il segno del Leone è animato dall’energia dell’elemento fuoco, con modalità fissa, e per finalità solari. Grazie all’irradiazione del flusso energetico del Sole, la vita ha potuto manifestarsi sul nostro pianeta in tutte le sue forme.

Il Sole è l’astro più visibile e “consistente” del Sistema Solare, nel senso che dalla prospettiva terrestre (astrologica) la sua velocità (apparente) varia di poco nel corso dell’anno, e che il suo percorso apparente (eclittica) scandisce la linea di mezzeria della fascia zodiacale; all’interno della quale i pianeti transitano, oscillando verticalmente tra i due picchi massimi della loro latitudine (a differenza del Sole). Questi riferimenti astronomici trovano un loro corrispettivo psicologico nella vitalità dei nativi, nel loro bisogno di visibilità e nella loro ricerca di coerenza, che può esprimersi in positivo come lealtà, e in negativo come ostinazione (modalità fissa).

Secondo la tradizione astrologica Saturno è in esilio nel segno del Leone: ciò riflette una certa difficoltà di adattamento ai dettami della “società del consenso”, l’intolleranza per ogni forma di disciplina imposta dall’esterno, e una certa difficoltà nel restare confinati nei limiti della realtà.

L’esilio di Urano riflette la difficoltà che i nativi possono incontrare nel distaccarsi dalla loro prospettiva individuale; sarà quindi importante ricercare una maggiore obiettività di pensiero, aprendosi con più interesse ai punti di vista altrui. L’esilio di Urano riflette inoltre l’importanza di contattare la propria autenticità per apportare un contributo significativo al collettivo, superando la tendenza a restare ancorati ai propri interessi “egoistici”, per aprirsi ad uno scambio paritario con gli altri.

Il glifo del segno rappresenta la criniera di un Leone, il re della foresta, animale universalmente riconosciuto per la sua forza, per la sua regalità e per la sua potenza.

Cenni mitologici

La fatica di Ercole relativa alla cruenta uccisione del leone di Nemea può essere considerata una metafora della battaglia che l’Io deve affrontare per riuscire a dominare gli istinti e le passioni, in modo che l’individualità possa manifestarsi compiutamente. Il segno del Leone ha infatti una stretta connessione: sia con le funzioni psicologiche della volontà e dell’impulso-desiderio, che con il processo di individuazione, attraverso il quale ogni essere vivente diventa ciò che è destinato a diventare.

Uno dei miti più significativi associabili all’archetipo del Leone è quello di Parsifal, un cavaliere che intraprese la ricerca del Santo Graal; un misterioso oggetto, dispensatore di ricchezze che rendono immortali, custodito da un Re in un castello nascosto o difficile da trovare.

La leggenda descrive una condizione iniziale contrassegnata dal malessere spirituale: con un Re storpio e malato, e la campagna del suo regno sterile e danneggiata. Affinché il Re guarisca e la terra torni ad essere florida è necessario che un cavaliere dalle grandi virtù trovi il castello, e che dinnanzi alla visione di ciò che vi è custodito, ponga la giusta domanda.

Parsifal era orfano di padre e venne cresciuto dalla madre in un bosco sperduto. Quando decise che sarebbe diventato un cavaliere, fu inamovibile nella sua scelta, e se ne andò improvvisamente, senza nemmeno salutare la madre, che soffrì talmente tanto per l’abbandono del figlio da lasciarsi morire. La prima volta che Parsifal riuscì a raggiungere il castello restò ammutolito di fronte alla visione del Graal e fallì nel suo intento. Ciò avvenne a causa della sua immaturità e della sua mancanza di pietas (l’insieme dei doveri che l’uomo ha nei confronti degli altri uomini e dei genitori). Oltre a provocare la morte della madre, infatti, Parsifal commise una serie di azioni sconsiderate: uccise un cigno per capriccio, abbandonò rozzamente una donna che poco prima aveva salvato, uccise un cavaliere per puro esibizionismo, e non dimostrò alcuna compassione nei confronti del Re che custodiva il Graal.

Dopo aver lasciato il castello, in seguito al primo fallimento, Parsifal intraprese diverse avventure e superò esperienze molto dolorose. Grazie a queste prove divenne più saggio e responsabile, riuscì così a tornare al castello, ad avere nuovamente la visione del Graal, e a porre la domanda fatale. A quel punto il Re guarì e gli confessò di essere suo nonno; da quel momento Parsifal divenne il custode del Graal e del castello.

A livello simbolico Graal può essere considerato un tramite per la divinità, e rappresenta il principio creatore che è alla base di ogni manifestazione vitale. Il mito di Parsifal è riconducibile all’impulso primario del Leone alla ricerca dell’Io, il valore centrale della vita, che ha un corrispettivo metafisico nella ricerca del Padre.

Per certi versi tutti i miti che hanno come tematica centrale il viaggio dell’eroe (metafora del processo di individuazione) sono leonini. L’eroe si avventura nell’impresa di cercare un elisir o il tesoro che salverà un Re o un regno. Le sue finalità non sono legate ad un tornaconto egoistico, ma ad una volontà di bene che verrà messa al servizio dell’intera collettività.

Durante il suo viaggio l’eroe deve sconfiggere – superare un Drago che è alla guardia del tesoro o dell’elisir. Questo passaggio rappresenta le paure e i bisogni regressivi che possono ostacolare il processo di individuazione.

Il tesoro e l’elisir simboleggiano la consapevolezza chiarificatrice (sulla propria direzione evolutiva) custodita nell’inconscio collettivo, a cui possono aver accesso solo gli eroi in grado di superare la battaglia contro il Drago. Alla fine del loro viaggio gli eroi coinvolgono la collettività, affinché il regno possa salvarsi, divenendo così delle figure da emulare.

Immagini “archetipiche” elevate: il leader carismatico di una rock band / una star del cinema / un capo autorevole, rispettato per la sua onestà e integrità / un coach che trasmette le sue esperienze ad un futuro campione / un campione sportivo che ottiene risultati straordinari grazie all’impiego della forza di volontà / una persona autorealizzata che sa trasmettere entusiasmo e fiducia nella vita / un imprenditore che crea un brand di successo.

Immagini “archetipiche” degradate: il dittatore – la dominatrice / il (-la) megalomane: “…lei non sa chi sono io” / il (-la) migliore: “…come me non c’è nessuno !” / un’influencer vacua, tutta immagine e niente sostanza / il pavone (o il pagliaccio) esibizionista; disposto a tutto pur di non essere ignorato / uno snob altezzoso / l’edonista sfrenato: “…si vive una volta sola, tanto vale eccedere…” / il monologhista: “è talmente bello parlare di me che quasi quasi ti invidio mentre mi ascolti…”.

Luci

Molti nativi del segno sono caratterizzati da un carisma e da un magnetismo vitale che non li fa passare inosservati; grazie all’abilità con cui mettono in risalto i loro talenti si ritrovano spesso ad essere al centro dell’attenzione nelle situazioni più disparate.

I Leone più maturi sanno dare il giusto valore alle loro risorse e ai loro potenziali, e non sentono la necessità di dover ostentare nulla. Una sana consapevolezza delle loro capacità li aiuta a proiettarsi nel futuro con fiducia, e a lavorare intensamente per cercare di ottenere quello che riconoscono essere alla loro portata.

I Leone più evoluti emanano “un’aura di maestosità” e hanno un atteggiamento dignitoso che li porta ad essere fedeli alla parola data, ad attenersi a “codici d’onore” (nel senso più positivo del termine), a prendere le difese dei più deboli, e a combattere per difendere nobili ideali. La chiarezza dei loro intenti e i loro modi diretti ispirano lealtà e fiducia nel prossimo.

Molti nativi del segno sono degli abili animatori: grazie al loro entusiasmo, alle loro abilità teatrali, al loro calore, e alla loro spontaneità, riescono facilmente a ravvivare l’atmosfera e a catturare l’attenzione degli altri, coinvolgendoli e intrattenendoli.

I Leone più evoluti e consapevoli sanno “restare sul pezzo” e cogliere l’attimo, restando focalizzandosi sul presente, e non si lasciano distrarre troppo da malinconiche nostalgie  o da eccessive preoccupazioni legate ad un ipotetico futuro. La loro innata capacità di sintesi gli consente di arrivare facilmente al cuore dei problemi, e la loro tendenza a semplificare li porta a cercare di evitare inutili complicazioni.

Per poter esprimere al livello più alto il loro potenziale e provare un adeguato senso di valore personale i Leone hanno bisogno di appassionarsi a quello che fanno, creando qualcosa che rispecchi la loro essenza. Se opportunamente alimentato, il fuoco della passione può portarli a dedicarsi con anima e corpo alla realizzazione dei loro progetti, mantenendo l’attenzione saldamente focalizzata sui loro obiettivi, mentre cercano di dare forma alle loro intuizioni e alle loro visioni.

I Leone più maturi e consapevoli sono dei leader naturali: attraggono gli altri grazie alla loro luminosità, al loro carisma, e alla sicurezza con cui si proiettano nell’ambiente. La loro “vitalità magnetica” è il frutto di una personalità ben integrata. L’aver fatto tesoro delle proprie esperienze li predispone ad essere delle ottime guide, capaci di motivare gli altri a tirare fuori il meglio di sé, affrontando a testa alta le avversità.

Anche nel Leone più riflessivo, timido ed introverso c’è qualcosa di “straordinario”. I nativi del segno detestano l’ordinarietà ed hanno bisogno di differenziarsi e di dare espressione ad una parte della loro personalità che desidera brillare ed essere protagonista, anche se ciò non implica necessariamente il voler essere sempre al centro dei riflettori.

Il segno del Leone simboleggia il Chakra del cuore, tradizionalmente associato alle virtù più alte. I nativi del segno più maturi e consapevoli hanno la capacità di tirare fuori il meglio dagli altri e possono divenire esempi di coraggio, consistenza e benevolenza. Nel Leone evoluto la volontà forte-egoistica, improntata al dominio e all’affermazione personale, lascia spazio ad una volontà buona, volta a trasmettere energie vitalizzanti e benefiche. La generosità dei Leone realizzati è il frutto spontaneo della loro ricchezza interiore e della loro bontà d’animo.

Il segno del Leone può essere associato alla fase culminante della psicosintesi personale che “si raggiunge” (in realtà il processo è in continuo divenire…) quando il centro di autocoscienza si consolida, e l’Io impara a conoscere sempre meglio le parti della personalità, e a gestirle con efficacia da una posizione centrale, grazie all’impiego della forza di volontà. Questa fase di conoscenza e di integrazione è necessaria per poter espandere la propria coscienza ed accedere in modo sano alla dimensione transpersonale. L’evoluzione spirituale non implica infatti l’annientamento della coscienza e della propria individualità, ma la coesistenza tra la scintilla della propria individualità ed un crescente senso di inclusione universale.

Il Leone evoluto ha imparato a non farsi accecare dal bagliore del suo potente Io, ed è sempre più attratto dalla luce del suo vero Sé: la parte divina che è dentro di lui. Siccome non la confonde con la Sorgente, resta umile, comprende la futilità degli interessi egoistici, e sa imporsi una disciplina tesa alla realizzazione delle sue mete spirituali.

Ombre

Il desiderio di brillare e di essere apprezzati può portare i nativi del segno più insicuri (o meno orientanti a livello spirituale) a dare un’importanza eccessiva alle apparenze e ad ostentare degli status symbol, nella speranza di impressionare gli altri e di fare “bella figura”. Gli individui più focalizzati a livello materiale potranno investire molte delle loro energie per cercare di raggiungere una condizione socio-economica privilegiata. L’amore per la bellezza e per i lusso può spingere alcuni Leone a vivere al di sopra delle proprie possibilità.

I nativi del segno che restano intrappolati in una visione “piramidale della realtà” corrono il rischio di essere abbagliati dalla loro stessa luce e di scadere nella superbia. Convinti della loro superiorità potranno approcciarsi a chi considerano inferiore con un atteggiamento di orgoglioso distacco o di ostentato disprezzo. La stessa problematica può portare alcuni Leone a pretendere il meglio (un ruolo da protagonista, il compito più appariscente o più prestigioso… ecc) e a delegare agli altri i lavori scomodi e le questioni più problematiche.

I nativi del segno più insicuri possono avere la tendenza ad adottare una facciata di generosità per ostentare la loro superiorità e ottenere dei vantaggi secondari. L’integrazione distorta dell’archetipo del Leone può in alcuni casi portare al consolidarsi un complesso di superiorità che ha l’effetto di ingigantire in modo fittizio la propria autostima e di abbassare la valutazione degli altri, per compensare un forte sentimento di inferiorità.

Per manifestare i loro potenziali a livello più alto i Leone devono conseguire una socialità matura. La propensione di alcuni di loro a voler essere seguiti e ammirati dagli altri, dovrebbe lasciare uno spazio maggiore a degli slanci autenticamente oblativi, e ad uno scambio relazionale basato sulla reciprocità. I Leone più maturi e consapevoli non cercano in continuazione di emergere sugli altri, e si relazionano con calore umano e benevolenza.

Alcuni nativi del segno possono essere talmente bisognosi di riconoscimento da circondarsi di adulatori e da comportarsi come delle “primi violini” o come delle “primedonne”. Il problema del voler essere in ogni circostanza l’attore protagonista, con i riflettori sempre puntati su di sé, è che gli altri possono stufarsi di adattarsi, interpretando ruoli minori. Screzi e litigi legati a problemi di lesa maestà e di orgoglio ferito possono essere piuttosto frequenti tra i nativi del segno che hanno una “spinta egoica” esagerata.

I Leone con qualche problema di autostima da risolvere possono essere troppo sensibili all’adulazione, e avere un forte bisogno di ottenere dagli altri il riconoscimento che da soli non riescono a darsi. Naturalmente gli individui più scaltri e manipolatori potranno approfittare di questo punto debole e sfruttarlo a loro vantaggio. Insicurezze di questo tipo possono portare alcuni nativi del segno a circondarsi di persone sottomesse, ruffiane e non particolarmente preparate, per scongiurare il pericolo che la bravura altrui possa mettere in ombra la propria.

I Leone con una ferita sull’identità, che in virtù della loro presunta superiorità e della loro eccezionalità si aspettano di essere trattati come dei re o delle regine, possono divenire estremamente arroganti e risentirsi molto se non ottengono il riconoscimento sperato.

I nativi del segno che non hanno raggiunto un solido senso di identità possono investire molte energie per cercare di costruirsi “un personaggio”, ricercando visibilità in modi piuttosto discutibili. Esibizionismo e vanità segnalano in questi casi uno scollegamento dai propri intenti evolutivi più profondi.

La forte volontà e la fissità dei propri punti di vista può rendere alcuni Leone particolarmente esigenti nei confronti degli altri (quando non tirannici…). La tendenza a sollevare questioni di principio e a far appello alla coerenza sono spesso l’effetto collaterale di una forte auto-centratura e di una difficoltà a cambiare opinione. Per scongiurare questi problemi sarà importante aprirsi sempre di più allo scambio paritario con gli altri, prendendo in considerazione i loro punti di vista e imparando a mettersi in discussione.

Come farlo (-la) scappare: facendolo (-la) sentire ordinario (-a) / mettendo in discussione la sua integrità/rimangiandosi le proprie parole / creando inutili complicazioni / essendo troppo seriosi e poco spontanei / criticandolo pubblicamente / ignorandolo (-la).

Come conquistarlo (-la): facendolo (-a) sentire speciale / dimostrando di avere un forte spirito di adattamento / essendo diretti e trasparenti / facendogli delle sorprese / viziandolo (-la) / avendo un atteggiamento giocoso / godendosi la vita / coinvolgendosi a ciò che lo appassiona.

A livello collettivo, il segno del Leone governa (tra le altre cose…): i luoghi legati al divertimento, le sale giochi, i club, i gioielli, le sale da ballo, le star dell’industria dello spettacolo, le feste, i teatri, il passaggio della storia dell’uomo in cui il governo delle tribù è stato assunto da una singola persona.

Dal punto di vista evolutivo, l’archetipo del Leone è connesso con l’autorealizzazione creativa e con la chiamate del nostro Sé che ci spingono a prendere in mano le redini del nostro destino e a realizzarlo, tramite l’uso sapiente della forza di volontà. La triade di fuoco si apre son il segno dell’Ariete che rappresenta il germogliare del nostro senso di identità separata e la consapevolezza di avere un destino unico e speciale. Con il successivo passaggio nel segno del Leone siamo chiamati a collegarci con la nostra vera essenza e ad esprimere creativamente il nostro potenziale. Una distorsione dell’archetipo del Leone ha a che fare con le insicurezze che alimentano una visione della realtà a “struttura piramidale” in cui tutto sembra ruotare intorno ai propri bisogni e ai propri desideri, e prevale un atteggiamento di superiorità. I nativi del segno che si fanno accecare da manie di grandezza, cercando di realizzare i loro desideri in modo egoistico, ad un certo punto del loro percorso si ritroveranno a dover fare i conti con un vuoto narcisistico che li porterà ad implodere. Un’altra possibile distorsione dell’archetipo è rappresentata dalla tendenza a restare ancorati con ostinazione alla propria visione della realtà e ad usare la forza di volontà in modo coercitivo-dittatoriale, anche per controllare l’espressione creativa degli altri. Sarà inoltre opportuno cercare di evitare di trattare i figli come un’estensione della propria identità su cui proiettare le proprie ambizioni e i propri desideri di grandezza.

A livello di dialettica zodiacale le quadrature con il segno del Toro e dello Scorpione, segnalano la necessità di trasmutare (Scorpione) il bisogno di ricercare conferme sul proprio valore personale all’esterno, per maturare un senso di rassicurazione più stabile che emerga dall’essersi sintonizzati in modo più autentico sulle proprie risorse personali (Toro). Insicurezze legate alla propria autostima possono infatti spingere alcuni nativi del segno alla ricerca compulsiva di attenzioni e di adulazione. Questa dinamica continuerà e ripetersi finché l’anima non riuscirà a ricercare queste conferme dall’interno, maturando una piena padronanza di sé.

L’archetipo del Leone rappresenta la nostre capacità di leadership e la necessità di affermare la nostra individualità superando gli ostacoli provenienti dalla società (quinconce simbolico con il segno del Capricorno). La polarità con il segno dell’Acquario segnala il bisogno di collegare i propri scopi personali ai bisogni sociali di una collettività più ampia, e l’importanza di sviluppare una consapevolezza più obiettiva di noi stessi e della vita. La polarità Leone-Acquario implica inoltre la necessità di liberarsi dai condizionamenti del passato per contattare gli aspetti della nostra individualità che ci rendono unici e speciali.

Quando l’anima riuscirà a collegare il proprio particolare scopo a dei bisogni socialmente rilevanti, le doti innate di leadership e la forza di volontà del Leone risplenderanno. Superate le insicurezze che possono portare ad una ricerca eccessiva di conferme all’esterno, e ad alimentare un’idea distorta della realtà, i Leone potranno rivelarsi immensamente generosi, in particolar modo nel motivare e nell’incoraggiare gli altri ad autorealizzarsi, risvegliando la loro creatività, e a mobilitando la loro forza di volontà.